LBA - Allarme spettatori! I riflessi su casse ed incassi per i club

14.09.2020 09:45 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
LBA - Allarme spettatori! I riflessi su casse ed incassi per i club

La campagna abbonamenti, di solito, si fa a luglio. Le casse delle società sportive si riempiono di liquidità per affrontare il periodo estate/autunno in cui si ridiscutono tutte le sponsorizzazioni. La pandemia ha interrotto il circolo virtuoso e ognuno ha dovuto guardare nel profondo del proprio portafoglio per capire come superare questa impasse. Ma se il pubblico non dovesse tornare nei palazzetti fino a primavera quanti sono i conti economici pronti a saltare?

600 spettatori al PalaVerde (nella foto) di Treviso in tre gare, 700 al Taliercio di Venezia. I tabellini di tutte le gare di ieri di Supercoppa italiana si sono rifiutati di fornire i dati degli spettatori presenti. Il girone D si gioca a porte chiuse in una località unica. Numeri che, senza alcuna immaginazione da parte nostra, non possono fornire incassi per coprire nemmeno i costi vivi della gestione degli ingressi e della sanificazione degli ambienti pre e post gara.

E' un problema perfino per chi ha una proprietà in grado di coprire il disavanzo. Perché senza avversari non si gioca. Ieri pomeriggio lo Zalgiris - uno dei club di EuroLeague che conta di più sugli incassi del botteghino - ha opposto una discreta resistenza all'Armani di Ettore Messina ma il divario è stato più netto di quello del budget tra le due società. Solo una amichevole di precampionato non fa primavera, d'accordo. Ma il buongiorno si vede dal mattino!

Legabasket guarda all'oggi. E l'oggi sarebbe ottenere la deroga per riempire la Fiera di Bologna con almeno il 50% della capienza di pubblico per le Final Four di Supercoppa. Panacea mediatica, non toccasana strutturale.

Il domani è il 27 settembre, la prima giornata del campionato. Con il Dpcm attuale fino al 7 ottobre di pubblico non se ne parla nemmeno. Il governo e la comunità scientifica sono troppo occupati (e preoccupati) con l'avvio delle scuole tra oggi e il 24 settembre per dare udienza allo sport. Una eventuale crescita della curva epidemica della pandemia nei prossimi 10 giorni avrebbe incidenza assolutamente negativa sui desideri delle società sportive.

Ultimo problema, ma non meno importante è il pubblico stesso. La salute uno ce l'ha o non ce l'ha, non lo stabilisce certo una legge. C'è chi parla di disaffezione del pubblico dopo troppi mesi passati senza eventi sportivi proprio per mancanza di eventi.

La prima osservazione è che forse in questo periodo ci sono stati problemi ben più grandi dell'interessarsi a una partita di qualsiasi sport.

La seconda, inconfessabile, è quella che come ci sono i pochi e ignoranti "negazionisti" del Covid-19 c'è anche una grande maggioranza di persone che credono che non basti un'ordinanza di un governatore di regione a garantire l'incolumità sanitaria dei partecipanti ad un evento a porte chiuse benché dagli "ampi volumi d'aria".

E in certi palasport dove si vive della gloria riflessa degli anni passati la gente che ha superato la cinquantina è la maggioranza. E quelli, prima di rivederli sulle gradinate, di tempo ne faranno passare tanto. Ancora tanto.