ESCLUSIVA PB - Kevin Ware, dall'infortunio shock al professionismo: "La pallacanestro è tutto per me"

21.04.2020 11:45 di Iacopo De Santis Twitter:    Vedi letture
Ph. Vilma Sappinen
Ph. Vilma Sappinen

La foto del suo infortunio ha fatto il giro del mondo. Era il 2013, Louisville affronta Duke nella Elite Eight del torneo NCAA. Nel tentativo di stoppare l'avversario, Kevin Ware cade a terra con una frattura aperta al ginocchio. LeBron James, Carmelo Anthony, Kobe Bryant, Kevin Durant e tanti altri campioni NBA e dello sport supportarono il ragazzo. 

"Forget me. Win the game". In italiano, "Dimenticatevi di me e vincete". A pochi giorni di distanza, i Louisville Cardinals superarono Wichita State ed i Michigan Wolverines in finale, vincendo il campionato NCAA 2013. Qualche anno dopo, nel 2018, il titolo verrà tolto al college per violazione del regolamento del reclutamento, che costrinse di fatto Rick Pitino a lasciare la guida dei Cardinals.

"Veramente ora tutta quella roba è molto un'immagine sfocata perché è passato tanto tempo. Ma non dimenticherò mai la vittoria del campionato qui ad Atlanta", ha dichiarato Kevin Ware Jr a PianetaBasket. Ma chi è tifoso del college basketball, non si sarà dimenticato di quella squadra. C'erano Peyton Siva e Chane Behanan, entrambi passati dal nostro campionato, l'eroe della finale Luke Hancock (ritiratosi poi dopo una breve esperienza in Grecia), e diversi giocatori visti nella NBA in questi anni: Gorgui Dieng, Montrezl Harrell e Russ Smith. "Ovviamente sono ancora in contatto con loro. Parliamo regolarmente delle nostre vite", ha dichiarato Ware.

Dopo essersi ripreso dall'infortunio, Ware ha passato un altro anno a Louisville prima di approdare a Georgia State, dove è rimasto fino al 2016. Un'ultima buona stagione collegiale da 11.6 punti di media, con 3.7 rimbalzi e 3.1 assist, lo ha lanciato verso il basket professionistico. Ha trascorso la stagione 2016/17 tra BC Brno ed il Kauhajoen Karhu in Finlandia. A partire da lì, ha avuto altre esperienze in Europa e non solo: Faros Larissas in Grecia, London Lightning in Canada e infine il Korihait, squadra finlandese dove stava giocando prima dello stop dei campionati, realizzando 13.1 punti di media con 6.1 rimbalzi e 3.1 assist. "Sai, direi che la più grande differenza tra il basket europeo e quello collegiale sta nella fisicità. Certamente è molto più "hand checking" (impedire o influenzare il movimento di un avversario con o senza palla utilizzando le mani o le braccia ndr) e alcune regole tra gli Stati Uniti e FIBA sono differenti. Però sì, i fondamentali alla fine sono la chiave per giocare a livello professionistico", ci racconta.

Oggi Ware ha 27 anni, e continua ad inseguire il sogno NBA. Dopo un grave infortunio, è riuscito a diventare professionista e continuare a giocare a basket, la cosa più importante. "La pallacanestro è tutto per me. Mi ha portato fuori diverse situazioni buie, spingendomi a lavorare più duramente di quanto non avessi mai fatto. Adoro semplicemente il gioco, adoro lavorare e migliorare". E sul futuro conclude: "Aspetto le mie opzioni con il Covid-19 in giro, ma l'obiettivo è sempre la NBA. E se non sarà, comunque il più alto livello di pallacanestro possibile".