Miami solida a Phoenix: gli Heat in back-to-back controllano i Suns
In back-to-back, meno di 24 ore dopo la larga vittoria su Utah, i Miami Heat si presentano a Phoenix e confermano la propria buona dinamica con un successo autoritario su dei Suns rimaneggiati, privi di due pedine chiave come Devin Booker e Jalen Green. L’avvio è più equilibrato di quanto non dica poi il seguito: Phoenix prova a restare agganciata, ma si sabota da sola con distrazioni banali, quattro palle perse in tre minuti, falli inutili e poca presenza a rimbalzo; basta un timeout di Erik Spoelstra perché Miami alzi il volume dell’intensità, soprattutto a rimbalzo offensivo, e trasformi ogni esitazione difensiva dei Suns in un’opportunità, firmando il parziale che indirizza il primo quarto e, di fatto, la serata (21-32). Quando Phoenix trova il suo miglior momento, nel secondo periodo, lo fa con più aggressività, correndo di più e appoggiandosi alla fiammata di Isaiah Livers per tornare a contatto e persino mettere il naso avanti, ma il disastroso 2/19 dall’arco all’intervallo racconta meglio di qualsiasi altra cifra quanto l’attacco resti fragile, mentre Miami, pur fredda da tre, conserva margine e controllo (48-58).
Dopo la pausa lunga si rimane sulla falsariga: i Suns ripartono male, concedono falli e punti facili, poi si riaccendono a strappi con un 9-0 che viene coronato dal canestro da centrocampo di Livers sulla sirena del terzo quarto, un lampo che tiene viva la speranza ma non cambia la gerarchia tecnica della partita. L’inizio dell’ultimo periodo è infatti il momento in cui gli Heat chiudono i conti: Phoenix si inceppa di nuovo tra scelte forzate, poca creazione e un tiro che non entra, mentre Miami allunga con lucidità fino a un vantaggio in doppia cifra che non verrà più messo in discussione; Jaime Jaquez Jr. (22 punti) si muove con grande pulizia nelle letture, punendo ogni rotazione lenta, e Bam Adebayo (20 punti) impone fisicità e tempi nella metà campo interna, accompagnando la squadra verso una gestione serena del finale, con spazio anche per le seconde linee, con il 102-111 conclusivo. Per Simone Fontecchio, in una rotazione di 10 giocatori, 15' in campo con 1 punto, 5 rimbalzi e 3 assist. Per i Suns 26 di Brooks e 18 di Grayson Allen, e resta la frustrazione di non aver mai trovato continuità oltre i singoli parziali, per Miami la conferma di una tournée a Ovest positiva, costruita più sulla solidità quotidiana che sul colpo di genio estemporaneo.