Gelata al Garden, i Sixers puniscono i Knicks nonostante i rientri di Towns e Robinson

Il Madison Square Garden si raffredda ancora: terza sconfitta di fila per New York, mentre Philadelphia continua a macinare vittorie in trasferta
Gelata al Garden, i Sixers puniscono i Knicks nonostante i rientri di Towns e Robinson
© foto di nba.com

I Knicks incassano la terza sconfitta consecutiva e, nel giro di 24 ore, due pesanti lezioni proprio davanti al loro pubblico: prima dagli Hawks, capaci di scavare un solco fino a 26 lunghezze, poi dai Philadelphia 76ers, che questa volta chiudono i conti sul 130-119 senza mai dare la sensazione di perdere il controllo. L’impressione, alla vigilia, era che i rientri di Karl-Anthony Towns e Mitchell Robinson potessero ridare energia e fisicità alla squadra di Mike Brown; nei fatti, però, è la continuità di Philly ad emergere, con Tyrese Maxey che detta il ritmo dall’inizio alla fine e trova supporto costante da un trio solidissimo come VJ Edgecombe, Paul George e Joel Embiid.

Come contro Atlanta, il punto di rottura per New York arriva nel secondo quarto, quando i Knicks sembrano incapaci di spegnere l’incendio acceso da un Edgecombe bollente: in appena 15 minuti sul parquet firma 18 punti, con 4/5 dall’arco, e scava il primo fossato mentale più ancora che numerico, mentre il Garden si ammutolisce. Poco prima dell’intervallo tocca poi a Maxey prendere il testimone, infilando 10 punti lampo con due triple in meno di tre minuti che spingono i Sixers sul +13, rendendo chiaro chi comanda il ritmo del match. I Knicks, più precisi rispetto alla serata precedente, tengono un filo di speranza aggrappandosi alle triple di Jalen Brunson e OG Anunoby, che li tengono almeno a galla sul 58-66 all’intervallo.

Il rientro dagli spogliatoi conferma invece la supremazia degli ospiti: Paul George apre il terzo periodo con due siluri dall’arco, Maxey rilancia immediatamente la posta con tre triple a stretto giro e il parziale manda i Knicks a distanza di sicurezza, fin oltre i 15 punti di ritardo, spegnendo i primi tentativi di reazione. A quel punto entra definitivamente in scena Joel Embiid, che aggiunge punti e letture dalla punta dell’attacco, gestendo i possessi chiave nonostante una piccola paura alla caviglia che non gli impedisce di guidare i compagni fino al traguardo. Nel quarto periodo, dove il giorno prima New York aveva trovato il miracoloso comeback, la storia è completamente diversa: la tripla di Jared McCain, gli otto punti di Embiid nel finale e le accelerazioni in campo aperto delle due “frecce” Maxey ed Edgecombe blindano il terzo successo consecutivo dei Sixers, il decimo stagionale lontano da casa, e lasciano ai Knicks l’immagine di una squadra che deve ancora trovare davvero il suo equilibrio nonostante i rientri illustri.