NCAA - Gabriele Stefanini da Bologna, eroe d'America per la sua Columbia

06.01.2019 11:35 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 2085 volte
NCAA - Gabriele Stefanini da Bologna, eroe d'America per la sua Columbia

Gabriele Stefanini all'onore delle cronache negli States e in Italia, dopo il buzzer beater per la sua Columbia University su Binghamton (qui) di tre giorni fa. Il numero 15 dei Lions di New York, playmaker bolognese e sophomore dopo due anni di liceo a Bergen, nel vicino New Jersey, è stato intervistato da Enrico Schiavina del Corriere di Bologna e così racconta il secondo e mezzo che ha concluso la partita: "Nel timeout avevamo preparato tuttaltro, ma la palla è finita a me ed ho tirato subito, non c'era altro da fare. Era la prima partita del 2019, diciamo che l'anno è iniziato con un bel botto."

Poco emozionato? "Diciamo che vincere quella partita è stato un più che altro un sollievo. Eravamo andati sopra di 19 ma ci siamo fatti riprendere e alla fine quasi la perdiamo. Ed io venivo da un periodo un po' difficile".

Un buon secondo anno. "Sì, ma nell'ultimo mese so di aver perso qualità e sinceramente non sono contentissimo delle mie cifre attuali. Il play titolare Mike Smith ha subito un serio infortunio, il che mi ha fatto tornare al mio ruolo di sempre, ma dovendo gestire anche situazioni di campo in più per la squadra ho dovuto fare degli adattamenti in fretta."

Cosa attende dalla stagione NCAA. "La stagione vera dei college in realtà è ancora alle porte. Vorrei essere al top della forma per quando si farà sul serio, cioè d'ora in avanti. I miei obiettivi sono quelli di sempre: cercare di arrivare al "madness" della Ivy League, cioè alla fase finale della nostra Conference, ci vanno le prime quattro e la vincente entra di diritto nel Torneo Ncaa. Il tutto, se possibile, da protagonista".

Lontananza. "Moltissimo. Infatti quest'anno, dopo quattro anni passati lontano, a Natale ho deciso di tornare a casa, anche se solo per due giorni. Viaggio massacrante, ma sono stato molto contento di averlo fatto. Qui sto benissimo, ma avevo bisogno di tornare, di immergermi nella mia casa e nel mio ambiente. Non seguo il basket italiano, ma Bologna è sempre la mia città."