Scontri ultrà dopo Varese-Fortitudo del 2022: questo l'esito giudiziario
La lunga vicenda giudiziaria seguita agli scontri del 24 aprile 2022 dopo Varese–Fortitudo Bologna arriva a una svolta significativa: dodici ultrà scelgono la messa alla prova, due avevano già patteggiato e uno, il capo degli Arditi, viene assolto. Ne dà notizia l'edizione locale del quotidiano Il Giorno. Per la maggior parte degli imputati la pena si tradurrà in lavori socialmente utili sul territorio — dalla pulizia degli spogliatoi alla distribuzione di pacchi alimentari, fino al supporto a parrocchie e servizi comunali — in un percorso che punta a trasformare la curva in un luogo di responsabilità e riparazione. Il giudice Alessandra Sagone ha approvato programmi di sei mesi per quattro imputati, con quattro ore settimanali di attività e il risarcimento dei danni alle forze dell’ordine: se rispetteranno tutto, i reati saranno cancellati.
A fronte delle accuse iniziali — tentato sfondamento del cordone di polizia armati di bastoni, cinture e petardi, con Daspo da due a otto anni — l’esito processuale ridisegna il quadro: dodici scelgono la via riparativa, due avevano patteggiato e uno solo affronta il dibattimento. Si tratta di Marco Murano, volto noto degli Arditi, che in aula racconta i suoi quindici anni di Daspo, le condanne passate e le sue condizioni di salute (ha un pacemaker), sostenendo di non aver partecipato agli scontri. Spiega di essersi seduto perché stava male e di aver cercato di calmare i suoi, mentre fuori esplodeva il caos. Il giudice ritiene credibile la sua versione e accoglie la richiesta di assoluzione presentata dal suo avvocato.