Il potere ai giocatori: come si trasforma la NBA da LeBron James a Kawhi Leonard

06.07.2019 13:16 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
Il potere ai giocatori: come si trasforma la NBA da LeBron James a Kawhi Leonard

Giusto un anno fa Paul George aveva firmato un contratto quadriennale da 137 milioni di dollari con gli Oklahoma City Thunder. Adesso scopriamo che, rispetto alla volontà del giocatore, il contratto è carta straccia. Un giocatore determinante nell'ottima stagione di OKC prima dell'All Star Weekend, con il record 37-20 e il terzo posto a Ovest. Seguito però dall'infortunio dello stesso George ai rotatori che vide precipitare la squadra verso le ultime posizioni per i playoff, che non hanno avuto un buon esito.

Ma da qui ad immaginare un malumore dell'ex-Pacer tale da farlo andare via, non ci era arrivato nessun giornalista della NBA! Adesso sappiamo che il silenzio e la lentezza nelle decisioni di Kawhi Leonard erano dedicate alla costruzione di un percorso di alto spessore nel tempo che appare quasi geniale. Né Toronto né i Lakers hanno attualmente la forza per una progettualità che superi la fine di giugno 2020, alle prese come saranno con tanti free agent e limitazioni nel salary cap.

E se LeBron James nel 2010 aveva cambiato storia e prospettive della NBA con il trasferimento a Miami e la costituzione di un Big Three esogeno alla maturazione di un gruppo (come potevano essere ad esempio Bird, Parish e McHale ai Celtics), adesso il percorso di dipendenza delle squadre dai desiderata dei giocatori è completo. Il due volte campione NBA e due volte MVP Leonard ha stabilito cosa desiderava.

Tornare a Los Angeles, la città natale, e giocare in una squadra da titolo a lunga prospettiva come sembrano oggi - perché alla fine è il campo che stabilisce chi ha ragione e chi ha torto - i Clippers. Un quintetto con Leonard, Beverley, George, Shamet e Zubac e una second unit con Lou Williams e Harrell super sperimentata con tutta l'estate per poter completare il roster.

Reclutare George obtorto collo per Sam Presti, che però ci guadagna la possibilità di ricostruire una formazione ingessata nel salary cap e priva di prospettive al draft. Chissà se aveva immaginato per i Thunder questo nuovo percorso... pensiamo di no. Per questo Kawhi Leonard è il nuovo punto di riferimento della NBA e dimostra come saranno sempre più gli intrecci di amicizie tra i giocatori che faranno le fortune della Lega.