DPCM 19 Ottobre - Stop allo sport non di competizione nazionale regolato dal CONI

19.10.2020 09:00 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
DPCM 19 Ottobre - Stop allo sport non di competizione nazionale regolato dal CONI

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato, in seconda serata e via televisione, il nuovo DPCM che entrerà in vigore domani e che contiene inserita la temuta stretta allo sport dilettantistico e di base.

C'è voluta attenta lettura del testo, ma è chiaro dalle parole del premier che c'è un fortissimo pericolo che la pandemia possa ritornare incontrollabile. Ma si vuole anche evitare un nuovo lockdown che avrebbe esiti disastrosi per il paese. Nella non facile convivenza di aspetti così diametralmente opposti, viene dichiarato un Sì all’attività sportiva e motoria all’aperto, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza.

Stop agli sport da contatto, anche dilettantistici. Tutto l’insieme delle attività sportiva dilettantistica di base, delle scuole e dell’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto vengono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni.

Sono altresì sospese tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale. Sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP).

Cosa significa ciò applicato alla pallacanestro? Resteranno attivi i campionati nazionali con la serie A professionistica e i tornei aventi carattere nazionale di A2 e B maschile ed A1 e A2 femminile. Al comma E del punto 1 si specifica che “sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal CONI”.

Pubblico. Rimane la possibilità di far entrare il 15% della capienza degli impianti fino ad un massimo di 1000 persone all’aperto e 200 al chiuso, fatte salve la possibilità di deroghe regionali; Emilia Romagna e Veneto hanno stabilito di mantenere il 15% assoluto.

Palestre e piscine. Il governo ha deciso di dare una settimana di tempo agli impianti per adeguarsi ai protocolli di sicurezza, altrimenti si chiude. La bozza descrive le modalità: “L’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni e dalle Province autonome”.