Draymond Green sul pugno a Jordan Poole: "Ho dimenticato dove mi trovavo"

Draymond Green sul pugno a Jordan Poole: "Ho dimenticato dove mi trovavo"
© foto di nba.com

A volte basta un istante per perdere la misura delle cose, e Draymond Green lo ha raccontato con quella lucidità che si acquisisce solo col tempo. Ripensando all’episodio del 2022, quando colpì il compagno dei Golden State Warriors Jordan Poole durante un allenamento, il veterano ha ammesso di aver reagito d’istinto, trascinato da esperienze passate più che dalla situazione reale. Intervenendo al Pivot Podcast, ha spiegato: “Per cinque secondi ho dimenticato dove mi trovavo, perché sono andato subito verso ciò che conosco. Ma ciò che conosci non funziona davvero qui”.

L’incidente, avvenuto nel training camp prima della stagione di difesa del titolo, divenne pubblico attraverso un video che mostrava il colpo e costrinse Green ad allontanarsi temporaneamente dal gruppo. Oggi, con quattro anelli NBA al dito, il giocatore riconosce quanto il proprio vissuto abbia influenzato quella reazione: “Ho avuto un sacco di situazioni simili crescendo. A volte ero io a prendere il colpo, a volte no. In ogni caso, si va avanti. È sempre stato il mio modo di affrontare le cose”.

Green ha aggiunto che si aspettava di superare rapidamente l’accaduto, come aveva fatto in passato: “Quando è successo, ho pensato: va bene, si va avanti. E quando non ci siamo riusciti, mi sono detto: eh?”. Da quella frattura, però, è nata una riflessione più profonda sulle differenze tra lui e Poole: “Per un po’ ho pensato: quest’uomo non è niente come me. Perché quando succedono certe cose, semplicemente si va avanti. Ma mi ha insegnato molto. Mi ha insegnato che aveva ragione: lui potrebbe non essere come te. Non viene da dove vieni tu. Le cose che hai vissuto, il modo in cui sei cresciuto, lui potrebbe non averle vissute così”.

L’episodio è rimasto uno dei più discussi dell’era d’oro dei Warriors, che chiusero la stagione 2022‑23 con 44 vittorie e l’eliminazione al primo turno contro Sacramento. Green, nonostante l’esperienza, ha riconosciuto che anche dopo dieci anni di NBA si continua a imparare: “Tutti dicono: ‘Ma eri da dieci anni nella lega, dovresti sapere meglio’. Si impara ancora dopo nove anni”. E ha concluso con una consapevolezza che suona come una confessione: “Sono lezioni come quella che alla fine mi rendono ciò che sono oggi, perché, amico, quella volta ho davvero sbagliato”.

Redazione Pianetabasket.com
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