Nick Van Exel su Kobe Bryant: “Ha lavorato più di Nowitzki e Ginobili”

Nick Van Exel su Kobe Bryant: “Ha lavorato più di Nowitzki e Ginobili”
© foto di Youtube

Ci sono giocatori che lasciano un segno per il talento, e altri che lo fanno per la dedizione. Kobe Bryant apparteneva a entrambe le categorie, ma secondo chi lo ha conosciuto da vicino, la sua grandezza nasceva soprattutto da un’ossessione per il lavoro. Nick Van Exel, suo ex compagno ai Lakers, lo ha raccontato nel podcast Out The Mud con parole che non lasciano spazio a interpretazioni: “Kobe ha lavorato più di Dirk Nowitzki e Manu Ginobili”. Una frase che riassume perfettamente la mentalità di Bryant, quella di chi non si accontentava mai, nemmeno quando era già il migliore.

Van Exel ha ricordato come Kobe fosse “sempre il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene”, un ritmo che pochi riuscivano a sostenere. “Non ho mai visto nessuno allenarsi come lui. Era maniacale, non si fermava mai” ha aggiunto, sottolineando che anche campioni come Nowitzki e Ginobili, noti per la loro disciplina, non raggiungevano quel livello di intensità. Per l’ex playmaker, la differenza stava nella mentalità: “Kobe voleva essere il migliore in tutto, non solo nel basket. Era competitivo anche nel respirare”.

Le parole di Van Exel non sono solo un tributo, ma anche un ritratto di un’epoca. Bryant, scomparso nel 2020, continua a rappresentare il modello di dedizione assoluta, il punto di riferimento per chiunque voglia capire cosa significhi davvero vivere per il gioco. “Non era solo talento, era ossessione” ha concluso Van Exel, ricordando come quella fame di migliorarsi ogni giorno fosse ciò che lo distingueva da tutti gli altri. E in fondo, è proprio questo che rende Kobe eterno.

Redazione Pianetabasket.com
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