Knicks: biglietto Finals al Garden un lusso replicabile da NBA Europe?

Knicks: biglietto Finals al Garden un lusso replicabile da NBA Europe?
© foto di Youtube

New York sta vivendo un momento che mancava da quasi tre decenni. I Knicks sono tornati alle Finals NBA dopo 27 anni, e l’intera città è entrata in una fase di entusiasmo che, come riportato, “raggiunge il suo apice nella Grande Mela”. Ma insieme all’euforia è arrivato anche un impatto immediato sul mercato dei biglietti, dove la logica americana è semplice: la domanda detta il prezzo. È un principio che, come sottolineato, appartiene pienamente a un “tipico sistema capitalistico” in cui le squadre con risultati migliori “sanno farlo pagare al proprio pubblico”. I Knicks non conoscono ancora il nome dell’avversaria che affronteranno nelle Finals, ma hanno già pubblicato i prezzi delle partite casalinghe. E la reazione è stata immediata: le cifre sono state definite “assolutamente astronomiche” , persino se valutate secondo gli standard statunitensi.

Secondo i dati del portale SeatGeek, specializzato nella vendita di biglietti, si tratta dei prezzi più alti “nella storia delle partite della serie finale della lega più forte del mondo”. Per Gara 3, in programma l’8 giugno, il biglietto più economico costa 3.686 dollari, cifra che include anche le spese aggiuntive, un dettaglio importante perché negli Stati Uniti “i costi aggiuntivi sotto forma di tasse non sono affatto irrilevanti”. Le proiezioni per un’eventuale Gara 6 sono ancora più impressionanti. Secondo i media americani, se la serie dovesse tornare al Madison Square Garden, “non sarebbe possibile entrare senza quasi 5.000 dollari”. E si tratta comunque dei posti peggiori dell’arena, definiti come “entry price”, ovvero “posti con la vista peggiore che si possa ottenere”.

Il confronto storico rende il quadro ancora più evidente. Dieci anni fa, durante la leggendaria finale del 2016 tra Cleveland Cavaliers e Golden State Warriors, il prezzo medio era di circa 900 dollari. Nel più recente finale tra Oklahoma City e Indiana, bastavano poco più di 1.100 dollari per entrare in arena. La conclusione del pezzo è chiara: l’NBA è marketing, e “non esiste glamour più grande di New York” . Quanto valga davvero il rapporto tra prezzo e qualità, però, resta una scelta che spetta solo al tifoso. Di certo, sarà interessante vedere fin dove potranno spingersi Jalen Brunson e i Knicks in queste Finals, mentre il Garden diventa il palcoscenico più caro della storia.

Rimane da chiedersi un dettaglio non trascurabile sui botteghini del Vecchio Continente. Con l'avvento di NBA Europe, quanto ci metteranno a raggiungere quotazioni simili partendo dalla filosofia del libero mercato? Si tratta di quotazioni impensabili per una gara di EuroLeague ma se per Adam Silver e i suoi owner il fee di accesso al nuovo campionato, con la benedizione della FIBA, ha un valore da 500 milioni a 1 miliardo è logico che per avere un ritorno dell'investimento è necessario che il ricavo della biglietteria faccia la sua parte insieme ai diritti televisivi, al merchandising e alle sponsorizzazioni delle aziende. La NBA ci ha messo ottanta anni, dal 1946, per arrivare a vendere un biglietto di piccionaia a 3.686 dollari. Il biglietto più caro alle Final Four di Atene 2026 è costato poco meno di 1.000 euro, 952 per la precisione. Quanti decenni ci vorranno agli investitori di NBA Europe per rientrare dei costi che stanno andando a sostenere?

Redazione Pianetabasket.com
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