Wembanyama rifiuta di pubblicizzare le bibite: “Non voglio uccidere i bambini”
Victor Wembanyama sta vivendo le sue prime Finals da protagonista assoluto e, mentre il mondo NBA lo osserva come l’erede naturale della linea che va da Jordan a Kobe, da LeBron a Curry, il francese continua a distinguersi anche fuori dal parquet. La sua ascesa come nuovo volto della lega non passa soltanto per ciò che fa in campo, ma anche per ciò che sceglie di non fare. E una delle sue scelte più nette riguarda gli sponsor.
Wembanyama ha infatti rifiutato accordi con i principali marchi di bibite, una decisione che non nasce oggi ma che accompagna la sua carriera fin dagli anni al Metropolitans 92, quando viveva con il solo stipendio da 150.000 dollari pur di non legare la propria immagine a prodotti che non riteneva coerenti con i suoi valori. Il suo agente, Jeremy Medjana, ha spiegato che tutto nasce da una filosofia condivisa: “La filosofia è che non vogliamo che sia troppo distratto. Vogliamo che resti concentrato, ed è per questo che non ha firmato troppi accordi”. Medjana ha aggiunto che un eccesso di impegni commerciali finirebbe per allontanarlo dal suo obiettivo principale: migliorare, riposare, curarsi.
Il rifiuto verso le bibite è totale. “Non mischieremo la sua immagine con le bibite come la Coca-Cola” ha detto Medjana, spiegando che molte aziende lo vorrebbero ma che Wembanyama non accetterà mai di promuovere soda “perché non vuole uccidere i bambini”. Una frase forte, che però sintetizza perfettamente la sua posizione. Il francese evita anche le classiche bottiglie di Gatorade o bevande energetiche che spesso compaiono sui tavoli delle conferenze stampa, convinto che non siano un messaggio positivo per i più giovani.
Il commissario Adam Silver ha riconosciuto che un profilo come il suo avrebbe attirato attenzione anche in un’epoca precedente ai social, per unicità fisica e presenza scenica. Oggi, però, la sua immagine cresce ancora più rapidamente, alimentata da un comportamento che lo distingue da molti colleghi. Wembanyama non vuole “vendere l’anima” per un accordo commerciale, né promuovere qualcosa che non rispecchi ciò in cui crede davvero.
In una NBA che vive di marketing, Wembanyama sceglie la strada opposta. E paradossalmente, proprio questa coerenza lo sta trasformando nel nuovo volto della lega. Una superstar che vuole essere un modello, prima ancora che un’icona.