Peppe Poeta: «È successo quello che accade quando non difendi»

16.06.2026 22:25 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Peppe Poeta: «È successo quello che accade quando non difendi»
© foto di Ciamillo

Dalla sala stampa del Taliercio, coach Peppe Poeta commenta il ko in Gara 3 della sua Olimpia Milano per 109-97 contro la Reyer Venezia. "Complimenti alla Reyer, ha fatto una grande partita, ha avuto più energie di noi, ha preso tutte le 50-50 ball, 16 rimbalzi offensivi. Hanno fatto una partita di grande orgoglio, ce lo aspettavamo, ma non siamo stati bravi in difesa. Un aspetto che ci ha portato lontani in questi playoff, ci ha permesso di fare partite di alto livello, ma oggi non l'abbiamo messa in campo. Ed è successo esattamente quello che accade quando non difendi, e davanti hai la squadra con il miglior attacco del campionato, che prende fiducia e segna poi anche canestri difficili. 97 punti fuori casa dovrebbero bastare per vincere una partita, in un close out game non puoi permetterti di prendere così tanti punti. Resettiamo, dobbiamo essere bravi a trovare le chiavi giuste per rispondere a questa ottima partita della Reyer".

Troppe palle perse e un approccio sbagliato
"Onestamente è stato l'opposto di quello che dobbiamo fare. Abbiamo lasciato a Venezia prendere fiducia. Un bruttissimo terzo quarto, non siamo stati paazienti in attacco, tante palle perse che hanno portato ai contropiede di Venezia che ci hano fatto male. Tutto parte dal primo quarto, contro di loro la chiave deve essere soffocarli di pressione, mettere fisicità e corpi. Cosa che era riuscita bene".

Il ruolo di Stefano Tonut
"Stefano sta bene, è stato quattro mesi fuori. Quando è rientrato abbiamo abbastanza degli equilibri, abbiamo quattro stranieri tra il 2/3 che coprono il suo ruolo. Difficile per lui trovare minuti, soprattutto essendo stato fuori così tanti, non ha mai preso ritmo".

Il gesto della calma
"Come dicevo, secondo me contro una squadra come Venezia, che ha talento offensivo, se gli lasci prendere ritmo come fatto nel primo quarto poi diventa difficile marcarli. Hanno talento, segnano canestri difficili una volta che prendono fiducia. Il mio "calma" era di invitare a non giocare al loro ritmo, e soprattutto non dobbiamo accontentarci di fare un canestro noi e un canestro loro, quello che è successo nei primi due quarti".

Iacopo  De Santis
autore
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.