Il playmaker Matiasic gioca la palla: Trieste rimane a Trieste o va a Roma?
Sulla scrivania di Paul Matiasic ci sarebbero due offerte per rilevare, come da lui richiesto, la Pallacanestro Trieste. Due offerte che secondo Il Piccolo sarebbero concrete o quasi. Il quasi fa storcere un po' il naso, visto che come abbiamo fatto presente, entro il 26 giugno deve essere perfezionata l'iscrizione al campionato di serie A 2026-2027. La prima scadenza formale del 30 maggio è stata rispettata, ma alla prossima bisogna anche indicare dove giocherà la squadra, e Matiasic ha nelle mani un contratto d'affitto per il PalaEur di Roma e una lettera di rinuncia alla gestione del PalaRubini. Senza dimenticare la copertura economica prevista dal Manuale delle Licenze, naturalmente, a carico della proprietà.
Le offerte. "Da un lato, si legge, ci sono i legali di Gianluca Mauro, che hanno già formalizzato e inviato una lettera d'intenti e restano in attesa di un segnale di apertura da parte della proprietà statunitense. Dall'altro, un secondo gruppo internazionale e già noto nel settore è pronto a presentare la propria offerta formale nei prossimi giorni."
Il quotidiano porta giustamente fretta, con dieci giorni lavorativi a disposizione rimasti. Aggiunge che sarebbero "sfumate una a una le ipotesi che vedevano coinvolte altre piazze della massima serie" e che quindi "l'unico titolo sportivo spendibile sul mercato è rimasto proprio quello di Trieste". L'unica cosa certa è che il playmaker Matiasic sta palleggiando tra le due ipotesi: Trieste rimane a Trieste o va a Roma?
Nella prima l'avvocato statunitense avrebbe nella manica l'asso del titolo da presentare, che inevitabilmente sarebbe di serie A: quale? Nella seconda si potrebbe pensare che "se la messa in vendita della società dovesse rivelarsi solo fumo negli occhi, diventerà chiaro che il progetto dell'avvocato americano è quello di sbarcare nella Capitale portandosi dietro, e spostando di fatto, proprio il titolo di Trieste." Per colpa di chi chi chi chi chichichirichi...