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Matteo Librizzi e i retroscena sulla scelta di restare a Varese e il no alla NCAA

14.06.2026 09:45 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Fonte: La Prealpina
Matteo Librizzi e i retroscena sulla scelta di restare a Varese e il no alla NCAA
© foto di Ciamillo

Matteo Librizzi ha sciolto le riserve in merito al suo futuro, chiudendo definitivamente le porte alla NCAA. Il play varesino conferma tutta la sua soddisfazione per la permanenza all'Openjobmetis, l'unica maglia che ha indossato in tutta la sua carriera dall'Under 13 in poi. È proprio il caso di affermare che tutto sia andato per il verso giusto, un concetto pienamente condiviso dal giocatore classe 2002: «Assolutamente si: siamo contenti io e la mia famiglia ma anche la società, non vedo l'ora di iniziare la nuova stagione». Il sogno NCAA sembrava concreto in primavera, ma poi per motivi regolamentari la situazione si è complicata. A tal proposito, il capitano biancorosso ha spiegato la sua posizione: «Sono stato chiaro sin dall'inizio con la società: non ho mai guardato altre squadre in Italia o in Europa, l'unica cosa che poteva farmi decidere di spostarmi da Varese sarebbe stata un'occasione unica nel basket universitario americano. Ho provato ad approfondirla ma per fattori esterni si è complicata; contentissimo dunque di restare come capitano a casa mia».

La rinuncia definitiva all'opzione collegiale è arrivata anche per non danneggiare la programmazione del club: «Una chiamata dal college sarebbe potuta ancora arrivare anche a estate inoltrata, ma non volevo mettere in difficoltà Varese; parlando col mio agente abbiamo optato per chiudere quella finestra. Però ho molto apprezzato il fatto che la società mi abbia fatto sentire fin da subito la voglia di continuare insieme». Sull'ipotesi legata all'NBA Europe e al futuro della società, Librizzi si mostra fiducioso e orgoglioso del percorso intrapreso: «Per ora se ne parla senza dettagli, c'è curiosità sugli sviluppi. Quel che posso dire è che questa è una realtà in ascesa nella quale si lavora bene: c'è volontà di crescere e la società trasmette l'importanza e il valore del progetto. Magari i progressi non sono stati celeri ma sono costanti, c'è la percezione che siano state poste le basi per far tornare Varese un grande club».

Un passo avanti per la stagione 2026/27 sarà garantito dal ritorno in una competizione europea: «Bellissima opportunità: ho avuto l'occasione di disputare la FIBA Cup 2023/24. Giocare una coppa è un'esperienza assolutamente positiva perché permette di fare due partite a settimana e aumenta le possibilità di ingaggiare americani di qualità attratti dalla vetrina internazionale». Guardando al roster, le conferme di Alviti, Ladurner e quasi certamente Renfro garantiranno continuità al gruppo: «Sicuramente sì, come base degli italiani, apprezzando il valore di Dado e le qualità da uomo spogliatoio di Max. Dovremo fare mercato in altri ruoli ma l'altra certezza è rappresentata da coach Kastritis e dall'identità aggressiva e veloce che darà alla squadra: con lui in panchina avremo lo stesso volto dello scorso anno».

L'obiettivo per la prossima annata sarà tornare a respirare l'aria dei playoff: «Esattamente. Cercheremo di essere competitivi dal nono posto in su, dando il massimo per fare bene su entrambi i fronti. La società ci ha fatto capire che tiene molto alla coppa, vogliamo essere protagonisti sia in campionato che in Europa». Infine, una battuta sulla chiamata in Italbasket: «Sono contentissimo della chiamata del c.t. Banchi: è sempre un grande onore vestire l'azzurro, già essere al raduno di Roma è un punto di partenza, cercherò di rimanere nel gruppo il più a lungo possibile».

Iacopo  De Santis
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Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.