Mike Brown emozionato nella notte che ha cambiato New York
Non c’è bisogno di cercare parole altisonanti per descrivere ciò che è accaduto: basta guardare il volto di Mike Brown mentre parla ai giornalisti dopo la sirena finale. L’allenatore dei Knicks ha attraversato la notte del titolo NBA con la voce incrinata dall’emozione, raccontando la vittoria come un sogno che ancora non riesce a credere di aver vissuto. “Prima di tutto, è semplicemente una vittoria incredibile... avere i tifosi che abbiamo a New York City e poter riportare a casa un titolo dopo tutti questi anni è assolutamente straordinario”, ha detto aprendo la conferenza stampa, quasi a voler fissare in una frase il senso di un trionfo atteso da generazioni.
Brown ha insistito più volte sul senso di irrealtà che lo accompagna da quando la squadra ha chiuso la serie contro San Antonio. “È una sensazione surreale... ancora non ci credo. Mi pizzico, mi dico di restare presente”, ha confessato, aggiungendo poi: “Tutte le cose che ripeto ogni giorno ai ragazzi, ora le sto facendo io stesso perché non riesco a crederci”. Parole che raccontano più di qualsiasi statistica: la fatica, la dedizione e la sorpresa di chi ha costruito passo dopo passo una squadra capace di ribaltare pronostici e di restituire orgoglio a una città intera.
Nel suo discorso, Brown ha voluto condividere il merito con tutti, senza eccezioni. “Sono felice per il signor Dolan, per Leon Rose, per Chris Jent... il mio staff mi ha sostenuto per tutto l’anno”, ha detto, prima di estendere il riconoscimento anche ai giocatori: “I nostri ragazzi sono fantastici... dal primo all’ultimo, da uno a diciotto, sono stati pronti fin dal primo giorno”. In quelle parole c’è la sintesi di una stagione che ha riportato New York al centro del mondo NBA, e di un allenatore che ha saputo trasformare la sua incredulità in gratitudine. Una notte che, per Mike Brown e per i Knicks, resterà impressa come il punto di svolta di un’era.