Marzorati: «Nazionale a Cantù evento storico. Bene che Vitucci voglia due ragazzi delle giovanili»
La notizia dell’arrivo della Nazionale italiana di basket nella nuova Arena di Cantù nel 2027 ha riacceso l’entusiasmo di Pierluigi Marzorati, simbolo del basket canturino e azzurro con 227 presenze e quattro partecipazioni ai Giochi Olimpici. «È chiaro che avere l’occasione di ospitare la Nazionale a Cantù, nella nuova Arena, è qualcosa di veramente importante. Una prima assoluta che può contribuire a ridare spinta al nostro movimento. Peccato, al momento, che Cantù non abbia giocatori da dare alla Nazionale, ma mi rendo anche conto di quanto siano cambiati i tempi... Una volta, c’erano nove italiani e un americano, per i giovani era più facile emergere», ha spiegato Marzorati.
Il legame con l’azzurro per il “Pierlo” nasce prestissimo: «Ricordo il mio debutto contro Israele, a Pesaro. I miei genitori erano in vacanza a Lignano, li chiamai e dissi loro di non aspettarmi, perché mi avrebbero portato agli Europei in Germania. Era il 1971, allora i giovani venivano valorizzati di più». Guardando al futuro della Pallacanestro Cantù, l’ex campione vede nella nuova Arena anche un’occasione per rilanciare il territorio e valorizzare i talenti del vivaio: «Spero che sia di buon auspicio per i nostri bravissimi ragazzi del Pgc. Sono felice che Cantù punterà su due giovani per completare il roster, contrattualizzando con accordi pluriennali Ventura e Acunzo. Significa che c’è talento e che il club ha ricominciato a guardare al futuro, non solo costruendo per l’immediato».
Marzorati ricorda come il settore giovanile abbia prodotto negli anni giocatori importanti: «Certo, ragazzi come Awudu Abass e Gabriele Procida, ma non dimenticherei in A2 a Cividale anche Luca Cesana, sono frutto del lavoro del settore giovanile. Io esordii giovanissimo in prima squadra, sono quindi sempre dalla parte dei giovani. La società aveva tutto l’interesse nel lanciare i giovani: nel 1968 Cantù s’inventò il college, ora è tutto molto più complicato». Secondo l’ex playmaker, oggi il percorso verso il professionismo è reso più difficile dalla concorrenza internazionale: «Oggi ci sono l’Eurolega, è in arrivo Nba Europe e la Ncaa pesca in Europa. Tutto questo abbasserà l’interesse per il campionato italiano e, soprattutto nessuno lavorerà sui giovani: a che pro costruisco un ragazzo e investo, se poi arrivano dall’America offrendogli milioni di euro?».
L’ex azzurro sottolinea poi il valore emotivo di indossare la maglia della Nazionale: «A Cantù ci sono i tifosi di Cantù. Quando giochi per l’Italia, un’intera nazione tifa per te, era una responsabilità che sentivo. L’Italia a Cantù sarà un grande evento, da accogliere con entusiasmo e con una grossa presenza. Sarà un evento da sfruttare, anche per lanciare l’Arena e per far parlare del nostro territorio. E i ragazzi devono tornare a sognare di giocare in serie A, ma anche di debuttare in Nazionale». Infine, Marzorati guarda con fiducia al nuovo corso tecnico: «Speriamo che la coppia Simone Giofrè-Franck Vitucci, da quanto leggo, abbia davvero il desiderio di far giocare i più giovani, di credere in loro. Nel mio cuore, spero che uno degli italiani che andranno a comporre il roster canturino, possa l’anno prossimo indossare la maglia azzurra a Cantù, sarebbe fantastico».