Due stagioni, due squadre, due anelli: performance straordinaria per Dillon Jones
Ci sono carriere che partono in salita, altre che si costruiscono con pazienza, e poi ci sono quelle che sorprendono tutti, quasi sfidando la logica della NBA moderna. La storia di Dillon Jones appartiene a quest’ultima categoria, perché in un’epoca di equilibrio assoluto, in cui otto squadre diverse hanno vinto il titolo nelle ultime otto stagioni, lui è riuscito a infilare due anelli in due anni, con due maglie differenti, ed è solo al secondo anno di carriera nella NBA. Un percorso che sembra scritto per attirare l’attenzione, anche se il suo minutaggio e le sue cifre non raccontano fino in fondo l’impatto simbolico di questa impresa.
Sabato sera, con il 94-90 dei New York Knicks sugli Spurs, Jones ha messo al dito il suo secondo titolo NBA consecutivo. Un traguardo che lo rende il primo giocatore a riuscirci dai tempi di Danny Green, campione nel 2019 con Toronto e nel 2020 con i Lakers. Eppure, ciò che rende tutto ancora più sorprendente è il contesto: la parità diffusa, la competitività crescente, la difficoltà di restare al vertice anche solo per due stagioni di fila. In mezzo a questo scenario, l’ex scelta numero 26 del Draft 2024 è riuscito a ritagliarsi un posto nella storia recente della lega.
Il suo viaggio è iniziato proprio nel 2024, quando fu selezionato con la ventiseiesima chiamata assoluta da Washington. I suoi diritti furono scambiati lo stesso giorno per andare a Oklahoma City, dove trascorse la stagione da rookie e vinse il titolo 2025 contro gli Indiana Pacers in una serie tirata fino a Gara 7. Sembrava l’inizio di un percorso stabile, ma l’estate successiva cambiò tutto: i Thunder lo cedettero ai Washington Wizards, che però lo svincolarono prima dell’inizio della nuova stagione.
Da lì, Jones scelse la strada più difficile, quella della G League, fino a ottenere un contratto two-way con i Knicks durante l’annata 2025-26. Una mossa che lo ha riportato, quasi inaspettatamente, dentro un roster da titolo. E il finale è noto: New York campione NBA 2026, e lui di nuovo sul podio, due stagioni, due squadre, due anelli.
Le cifre non raccontano una storia da protagonista per questa ala piccola di 198 centimetri uscita da Weber State: 61 partite NBA, 1,3 punti di media, nessuna presenza nei playoff di quest’anno con i Knicks. Ma ci sono anche le 10 gare di postseason disputate con OKC la scorsa stagione, con 4,6 minuti e 2,3 punti di media, testimonianza di un ruolo piccolo ma reale in una corsa al titolo.
In un campionato dove nulla è garantito e tutto cambia in fretta, Dillon Jones è diventato l’eccezione che illumina il percorso. Non per le statistiche, non per i riflettori, ma per la capacità di trovarsi sempre nel posto giusto al momento giusto, in due stagioni che difficilmente dimenticherà.