Terremoto al Real Madrid: Rodriguez e Scariolo tornano in discussione
A volte le scosse più forti non arrivano dal parquet, ma dagli uffici. È quello che sta succedendo al Real Madrid, dove la delusione per l’eliminazione nei quarti di finale contro Tenerife - dopo la fine ingloriosa della EuroLeague 2026 - ha aperto una fase di profonda ristrutturazione interna. Dodici giorni dopo quella sconfitta, il club ha iniziato a muovere le prime pedine, e il terremoto parte proprio dai piani alti della sezione basket.
Il ritorno di Juan Carlos Sánchez è il segnale più evidente del cambio di rotta. Dopo quindici anni alla guida della sezione, ventotto titoli conquistati e un'ultima stagione trascorsa nell’ombra come consigliere di Florentino Pérez, Sánchez riprende ufficialmente il controllo dell’area sportiva, un ruolo che aveva lasciato solo la scorsa estate con l’arrivo di Sergio Rodríguez come direttore sportivo.
La sua figura torna centrale mentre resta incerto il futuro dello stesso Rodríguez, che ha ancora un contratto in essere, così come quello dei suoi collaboratori più stretti: Martynas Pocius, protagonista di un lavoro di scouting molto apprezzato, Felipe Reyes e Rudy Fernández, tutti ora in attesa di capire quale sarà il loro destino nel nuovo assetto dirigenziale.
Era prevedibile che la prima stagione senza titoli in quindici anni avrebbe avuto conseguenze, ma pochi immaginavano un intervento così profondo, quasi un azzeramento di una struttura che aveva ricevuto appena un anno di credito. Eppure, nonostante il bilancio negativo, il Real Madrid era arrivato a tre finali – Supercopa, Copa del Rey ed Eurolega – perdendole tutte, e aveva sfiorato l’impresa nella Final Four contro l’Olympiacos, pur senza Tavares, Len e Garuba. In mezzo a questo scenario, uno dei nomi più discussi era quello di Sergio Scariolo.
Nonostante le critiche e l’anno senza trofei, Florentino Pérez ha scelto di confermarlo, forte anche del contratto biennale ancora in vigore e dei costi elevati che avrebbe comportato un eventuale esonero. È stato lo stesso presidente, su indicazione di Sánchez, a volerlo sulla panchina sacrificando Chus Mateo, che aveva vinto sei titoli in tre stagioni, compresa un’Eurolega e due Liga Endesa dominate con autorità.
Se Scariolo resta, non è escluso che il suo ampio staff tecnico possa invece subire modifiche, ulteriore segnale di un Real Madrid che vuole ripartire ma senza rinunciare alla continuità del progetto sportivo. Il terremoto è cominciato, e il ritorno di Sánchez segna il primo passo di una ricostruzione che promette di ridisegnare il futuro della sezione basket del Real Madrid. In attesa di capire chi resterà davvero al proprio posto, una cosa è chiara: a Valdebebas si è aperta una nuova era.