A San Antonio i Knicks non tremano e sono campioni NBA 2025-2026
I New York Knicks hanno sconfitto in gara 5 delle Finals NBA i San Antonio Spurs 94-90 (4-1 nella serie), conquistando il titolo NBA, il primo dal 1973. Jalen Brunson ha guidato la squadra con 45 punti mentre i Knicks hanno completato una straordinaria rimonta per assicurarsi il titolo: avevano chiuso il primo quarto senando appena 13 punti..
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— NEW YORK KNICKS (@nyknicks) June 14, 2026
La partita. Game 5 si apre in un Frost Bank Center diviso a metà, con il pubblico spaccato tra Spurs e Knicks e un clima da partita senza domani, mentre le difese prendono subito il controllo e congelano l’attacco avversario. Victor Wembanyama firma tre stoppate nei primi minuti e San Antonio costringe New York a percentuali bassissime dal campo, trasformando ogni penetrazione in una salita ripidissima verso il ferro. Anche gli Spurs non brillano in fluidità offensiva, però i primi sei punti del loro lungo francese bastano per dare un piccolo margine ai texani e fissare il primo strappo sul tabellone. De’Aaron Fox fatica a trovare ritmo, e tocca a Dylan Harper cambiare l’inerzia dalla panchina con un impatto immediato che spinge il vantaggio in doppia cifra e accende l’arena. Dall’altra parte, nel primo quarto, solo Jalen Brunson e O.G. Anunoby riescono a trovare il fondo della retina, mentre una tripla di Julian Champagnie conferma la tradizione di avvii convincenti per San Antonio e chiude un parziale che sembra già indirizzare la serata 23-13.
L’energia degli Spurs cresce ancora quando Wembanyama piazza due stoppate spettacolari, una su un tentativo pesante di Jose Alvarado e l’altra a due mani su un coraggioso Landry Shamet, alimentando il contropiede e il ritmo dei padroni di casa. Harper continua a essere una spina nel fianco della difesa di New York, attacca il ferro, regge i contatti e contribuisce ad allargare nuovamente la forbice nel punteggio, dando la sensazione che San Antonio possa scappare via. In quel momento è Brunson a rifiutare una sconfitta anticipata, prendendosi il ruolo di faro offensivo e tenendo i Knicks aggrappati alla partita con una serie di canestri pesanti. Il playmaker alterna conclusioni dalla media distanza e triple, poi trova Mikal Bridges oltre l’arco per completare un parziale che riapre tutto e ridà voce ai tifosi di New York. Due liberi di Stephon Castle interrompono l’onda lunga degli ospiti, ma gli Spurs sprecano tre stop difensivi consecutivi e un flagrant evidente di Fox su Josh Hart regala un’azione da cinque punti che pesa come un macigno. Dopo aver comandato a lungo, San Antonio rientra negli spogliatoi con appena cinque lunghezze di margine e la sensazione di aver lasciato qualcosa per strada 42-37.
La ripresa si apre con un episodio chiave: dopo appena quindici secondi Karl-Anthony Towns commette il suo quarto fallo personale e deve accomodarsi in panchina, lasciando un vuoto importante nel frontcourt dei Knicks. Gli uomini di Mitch Johnson provano a sfruttare subito la situazione, e un’altra tripla di Champagnie riporta il vantaggio in doppia cifra, dando l’idea di un nuovo allungo dei texani. New York però non si scioglie, assorbe il colpo e torna a cavalcare il talento di Brunson, che riprende il suo show offensivo creando per sé e per i compagni. Il numero uno dei Knicks coinvolge Bridges e Anunoby, orchestra un parziale che costringe Johnson al timeout e rimette pressione sulla metà campo offensiva di San Antonio. Harper non arretra di un centimetro, risponde colpo su colpo, segna in serie e si getta su ogni pallone vagante, permettendo agli Spurs di tornare a +15 e di respirare di nuovo. Eppure, proprio quando il pubblico di casa prova a rilassarsi, New York ricomincia a rosicchiare il margine con pazienza, trovando un tiro pesante di Hart, tre liberi di Brunson e una correzione a rimbalzo di Mitchell Robinson che chiudono il terzo quarto 72-65.
L’ultimo periodo si trasforma in una lunga prova di nervi, con i Knicks che alzano la pressione per far vacillare gli Spurs e cercano di ribaltare definitivamente l’inerzia. Hart e Shamet colpiscono dall’arco e sembrano pronti a completare la rimonta, ma Keldon Johnson e Devin Vassell rispondono immediatamente con due triple che riportano San Antonio a distanza di sicurezza e fanno esplodere il pubblico. Proprio quando i texani sembrano poter controllare il finale, però, l’attacco si irrigidisce e arrivano tre possessi consecutivi chiusi da tiri forzati dalla media di Wembanyama e Castle, che ridanno ossigeno a New York. I Knicks si buttano su ogni pallone, strappano una preziosa infrazione offensiva a Wemby e tornano a un solo possesso di distanza, riaprendo completamente la gara. In questo contesto, la quinta penalità di Towns aggiunge ulteriore tensione, mentre l’attacco degli Spurs continua a incepparsi e Brunson ne approfitta per infilare sette punti consecutivi che ribaltano il punteggio e consegnano il vantaggio agli ospiti.
Nel minuto finale ogni possesso pesa come una serie intera, e ogni scelta offensiva viene scandagliata dal pubblico con il fiato sospeso, mentre San Antonio è costretta a inseguire dopo aver guidato per quasi tutta la serata. Towns esce per falli a meno di due giri di orologio dalla sirena, Wembanyama converte solo uno dei due liberi a disposizione e Harper trova comunque il canestro del pareggio, ma l’inerzia emotiva resta nelle mani dei Knicks. Se gli Spurs devono sudare per trovare un tiro pulito, Brunson sceglie il momento perfetto per piazzare un floater morbido che spezza l’equilibrio e zittisce l’arena. Una tripla sbagliata da Fox, un layup mancato da Harper e soprattutto un rimbalzo offensivo di Robinson diventano la sequenza che chiude simbolicamente la stagione di San Antonio. New York gestisce gli ultimi secondi senza tremare, fa scorrere il cronometro e accompagna idealmente il trofeo Larry O’Brien verso la Grande Mela, al termine di un Game 5 che resterà a lungo nella memoria di entrambe le tifoserie.