Knicks, Mike Brown prima della Gara 5: "Dobbiamo restare presenti"

13.06.2026 15:15 di  Umberto De Santis  Twitter:    vedi letture
Knicks, Mike Brown prima della Gara 5: "Dobbiamo restare presenti"
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Alla vigilia di Gara 5 delle Finals NBA contro gli Spurs, Mike Brown ha scelto la via della lucidità. Niente proclami, niente frasi ad effetto: solo la consapevolezza che la differenza, in momenti come questo, si misura nella capacità di restare concentrati quando tutto intorno vibra di tensione. «Il loro livello di maturità», ha detto riferendosi ai suoi Knicks, «è ciò che ci distingue. Abbiamo diversi veterani, ma si può essere esperti e avere comunque un pizzico di immaturità, come tutti sappiamo

Brown ha insistito sul valore della costanza, il filo conduttore di tutta la stagione. «Abbiamo predicato per tutto l’anno che conta la prossima azione, la prossima azione, la prossima azione», ha spiegato, sottolineando come ogni possesso sia una prova di equilibrio mentale. E ha aggiunto: «Quando giochi una gara di chiusura, la disperazione dei tuoi avversari aumenta. Aumenta anche quella dei loro tifosi. Devi portare il tuo massimo impegno, perché anche se lo fai, non è detto che basti, soprattutto in trasferta. Ma è l’unico modo per avere una possibilità

Il coach ha poi spostato l’attenzione sul processo, più che sul risultato. «La cosa più importante è restare presenti. Devi essere presente. Non puoi pensare all’esito, è tutto nel processo, nella prossima azione, nella prossima azione, nella prossima azione.» Un approccio che, ammette, non è privo di rischi: «A volte puoi concentrarti sul processo e le cose non vanno comunque come vorresti.»

Brown ha riconosciuto che la stabilità interna è stata la chiave della corsa playoff dei Knicks. «Non solo in questa serie, ma in tutta la postseason ci sono stati momenti in cui avevamo le spalle al muro, e non c’è mai stato panico. Nessun panico dalla proprietà, da Leon, dallo staff, fino ai giocatori.» Ha poi aggiunto: «Molto parte dai giocatori. Sono stati fantastici nel continuare a credere nel processo e l’uno nell’altro.»

Guardando alle partite punto a punto, Brown ha parlato di adattabilità. «Devi trovare un modo. Devi provarci, che sia di un punto, mezzo punto, se esistessero i mezzi punti, o dieci punti. Devi trovare un modo

Il coach ha anche affrontato il tema della gestione emotiva dopo le vittorie. «È difficile. Siamo tutti umani. È stato difficile anche nelle serie che abbiamo vinto per 4‑0. Quando vinci due, tre, quattro, cinque partite di fila, c’è la tendenza a rilassarsi un po’. E questo non riguarda solo il basket, è così nella vita

Per contrastare quella deriva, Brown ha spiegato come cerchi di mantenere alta la concentrazione del gruppo. «Cerchiamo di creare situazioni che aiutino i ragazzi a restare focalizzati, di parlare con loro individualmente, così che possano trasmettere lo stesso messaggio ai compagni.» E ha voluto ringraziare Patrick Ewing per la sua presenza: «Avere Pat con noi, che parla ai ragazzi e li aiuta a restare concentrati da una prospettiva diversa, è stato fondamentale

Infine, Brown ha voluto sottolineare il valore umano di chi si guadagna il proprio spazio. «È la sensazione più bella del mondo vedere qualcuno che merita un’opportunità, che viene scartato più volte, e poi, sul palcoscenico più grande del suo mestiere, si fa trovare pronto e mostra al mondo: “Posso farlo”.» E ha ampliato il concetto: «Puoi essere scartato sei volte per una promozione, ma se resti lì, se credi, se lavori, quando arriva l’occasione… è il tuo momento per brillare.»

Chiudendo, Brown ha parlato del rapporto con il presidente Leon Rose: «È stato una gioia lavorare con lui. La sinergia tra me, lui e le nostre famiglie ha aiutato l’intera organizzazione ad allinearsi, orizzontalmente e verticalmente