13 giugno 2016, 41 a testa per LeBron e Irving nel canestro di Golden State
Il 13 giugno 2016 due giocatori decidono che non è ancora il momento di arrendersi. In un’arena ostile, con i Warriors avanti 3‑1 e pronti a chiudere la serie, LeBron James e Kyrie Irving hanno scelto di riscrivere la storia a modo loro, trasformando una partita che sembrava segnata in un manifesto di resistenza e talento puro. La sfida nasceva già con un’ombra pesante: l’assenza di Draymond Green, sospeso dopo aver accumulato troppe penalità nei playoff, privava Golden State del suo miglior difensore e di un pezzo fondamentale del suo equilibrio tattico . Ma anche senza Green, battere una squadra da 73 vittorie e con il doppio MVP Stephen Curry non era certo un’impresa alla portata di chiunque.
Eppure, quella notte, LeBron e Kyrie non erano “chiunque”.
Il regno dei Cavaliers secondo Kobe. Non fu una partita di sistema, né un esempio di pallacanestro corale. Fu un duello continuo, un susseguirsi di iniziative individuali, di letture istantanee, di talento allo stato puro. Kobe Bryant lo definì “il Cavalier Kingdom”, spiegando che «ogni decisione offensiva passa da una delle due teste coronate. O fanno l’azione loro, o la creano per qualcun altro. E se non si arriva a un tiro, la palla torna nelle loro mani finché non nasce un buon tiro» .
Era esattamente ciò che stava accadendo. Minuto dopo minuto, James e Irving smontavano la difesa dei Warriors con stili diversi ma ugualmente devastanti: potenza e controllo per LeBron, tecnica e poesia per Kyrie. Un clinic di finte, cambi di ritmo, conclusioni impossibili, fadeaway che sembravano usciti da un’altra epoca del gioco. Klay Thompson provò in ogni modo a limitare Irving, ma quella sera il numero 2 dei Cavaliers era semplicemente inarrestabile .
Due quarantelli per cambiare la serie. Alla fine, Cleveland vinse 112‑97, ma il punteggio è solo una cornice. Il quadro vero sono le cifre, mai viste prima nelle Finals: 41 punti ciascuno, la prima volta nella storia che due compagni superano quota 40 nella stessa partita di finale NBA.
LeBron chiuse con 41 punti, 16 rimbalzi, 7 assist, 3 recuperi e 3 stoppate, tirando 16/30 dal campo e 4/8 da tre . Kyrie rispose con un 41 ancora più chirurgico: 17/24 al tiro e 5/7 dall’arco. Era il segnale che la serie non era finita. Era il momento in cui il vento iniziava a cambiare direzione. E sappiamo tutti cosa sarebbe successo dopo...