Adam Silver a 360 gradi: NBA Europe, Clippers, tanking ed espansione
Alla vigilia delle Finals, Adam Silver ha tenuto la sua conferenza stampa annuale, sempre attesa come un termometro dello stato di salute della lega. Il Commissioner ha seguito una sua mappa tracciata con precisione, tra progetti ambiziosi, indagini delicate e un futuro che sembra muoversi più velocemente del previsto. Silver ha confermato che il piano per una lega europea è ormai entrato nella fase decisiva, sottolineando che «siamo perfettamente nei tempi» e che l’obiettivo resta il debutto nella stagione 2027‑28, con le offerte finali delle franchigie attese entro fine giugno. Ha parlato di un interesse “record” e della collaborazione con FIBA come di un passaggio fondamentale per dare solidità al progetto. Sul tavolo c’è anche la questione degli investimenti dei giocatori: Silver ha confermato che la lega e il sindacato devono ancora decidere se gli atleti potranno essere parte dei gruppi proprietari delle squadre europee, ricordando che oggi è vietato per le franchigie NBA negli Stati Uniti.
Il Commissioner non ha evitato i temi più spinosi. L’indagine sui Clippers, accusati di aver tentato di aggirare il salary cap tramite un presunto impiego fittizio legato a Kawhi Leonard, è vicina alla conclusione dopo mesi di lavoro dello studio Wachtell, Lipton, Rosen & Katz. Silver ha ribadito che «la cosa più importante è fare le cose per bene» e che la sua decisione non potrà basarsi sulle percezioni, ma solo sui fatti raccolti. Le possibili sanzioni vanno da multe alla perdita di scelte future, fino all’ipotesi estrema di annullare il contratto di Leonard.
Sul fronte espansione, Silver ha confermato che Seattle e Las Vegas restano piste calde, con discussioni in corso e un verdetto atteso entro la fine dell’anno, pur precisando che «non è affatto scontato che ci espanderemo».
Ha poi affrontato il tema del tanking, spiegando che la riforma della lottery è stata necessaria perché la pratica era diventata «un comportamento accettabile» in troppe squadre, complice anche la percezione di un draft particolarmente profondo.
Infine, Silver ha ricordato l’impegno della lega nel trovare un modo adeguato per onorare David Stern, ammettendo che «forse non esiste nulla che possa davvero rendergli piena giustizia».
È stata una conferenza densa, quasi un manifesto programmatico, che racconta una NBA in movimento continuo, sospesa tra la necessità di proteggere la propria integrità e il desiderio di allargare ancora i confini del gioco.