Vittoria Olympiacos in gara 1 sul Panathinaikos combattuta e contestata

Vittoria Olympiacos in gara 1 sul Panathinaikos combattuta e contestata
© foto di Olympiacos twitter

L’ennesimo capitolo tra Olympiacos e Panathinaikos è arrivato con la forza di una storia che non smette mai di sorprendere. Al Pireo, nello Stadio della Pace e dell’Amicizia, il primo atto della finale del campionato greco si è trasformato in una serata da brividi, decisa solo negli ultimi secondi, quando la partita sembrava poter prendere qualsiasi direzione. 

L'Olympiacos, fresco campione d’Europa e detentore del titolo nazionale, ha fatto sua Gara 1 con l’82‑76 finale, ma il punteggio non racconta la montagna russa emotiva vissuta dal pubblico. I biancorossi avevano toccato anche il +17, sul 54‑37 dopo un canestro complicato di Vezenkov, ma quel vantaggio si è sciolto in pochi minuti, lasciando spazio alla rimonta furiosa del Panathinaikos.

Il momento simbolo della serata porta un nome preciso: Thomas Walkup. Per oltre tre quarti aveva sbagliato tutto, cinque tiri consecutivi senza trovare il fondo della retina. Poi, come se qualcuno avesse riavvolto il nastro della storia, è entrato in lui “il fantasma di Spanoulis”. A 17 secondi dalla fine, con la partita in bilico, ha ricevuto l’assist di Milutinov e ha segnato la tripla che ha spezzato le gambe ai verdi: 80‑73. E quando Osman ha provato a riaprire tutto con un canestro immediato da tre punti, Walkup si è preso anche i due liberi della sicurezza, chiudendo definitivamente i conti.

Il Panathinaikos, però, aveva già dimostrato di non voler mollare. Dal massimo svantaggio, aveva costruito un parziale di 21‑8 che lo ha riportato a contatto, fino al sorpasso firmato da Osman, autore di una prestazione da 23 punti con percentuali altissime. Anche Mitoglou (14 punti) e Nunn (20 punti) hanno alimentato la rimonta, con triple pesanti e attacchi al ferro che hanno ribaltato l’inerzia.

L'Olympiacos ha vacillato, ha perso ritmo, ha concesso troppo, ma non si è mai spezzato. Fournier ha guidato l’attacco con 20 punti, Vezenkov ha aggiunto 16 punti e 5 rimbalzi nonostante un momento di paura per un problema fisico, mentre Milutinov ha dominato sotto canestro con una doppia doppia da 10 punti e 12 rimbalzi. Tyrique Jones, in pochi minuti, ha dato energia e presenza, con 9 punti e 5 rimbalzi.

Il finale è stato una battaglia di nervi. Il Panathinaikos, dopo aver trovato il 73‑73 con Osman, non è più riuscito a segnare fino all’ultimo tiro del turco a 12 secondi dalla fine. In mezzo, l'Olympiacos ha sfruttato ogni crepa, ogni esitazione, fino a costruire il margine che ha protetto con lucidità, ma ha anche trovato un grande vantaggio nei tiri liberi, avendone tirati 29 contro i soli 5 concessi ai Greens.

Il pubblico ha vissuto tutto con la solita intensità, compreso il “benvenuto” riservato ad Ergin Ataman, accolto da fischi e insulti e punito anche con un tecnico. È il clima di sempre, quello che rende questa rivalità unica, e il conto. La serie ora si sposta a Gara 2, ancora al Pireo, venerdì. Ma se il primo capitolo è stato un assaggio, allora il resto promette scintille. L'Olympiacos ha colpito per primo, ma il Panathinaikos ha dimostrato di essere vivo. E quando queste due squadre si guardano negli occhi, niente è mai davvero deciso.

Redazione Pianetabasket.com
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