I New York Knicks ritrovano Mitchell Robinson per gara 1 a San Antonio
Per i Knicks, alla vigilia delle Finals, la notizia della ritrovata disponibilità di Mitchell Robinson, finalmente pronto a rimettere piede in campo dopo settimane di incertezza, è una boccata d’ossigeno che vale più di qualsiasi discorso motivazionale, proprio nella giornata in cui si va a giocare gara 1 della prima finale dal 1999.
Secondo quanto riportato, Robinson ha partecipato all’allenamento di martedì senza limitazioni, dopo l’operazione alla mano destra, e per Gara 1 contro gli Spurs dovrebbe essere disponibile. La frattura al quinto metacarpo lo aveva costretto a fermarsi, ma ora è ufficialmente inserito nel report infortuni come “questionable”, un’etichetta che nasconde però un cauto ottimismo.
Durante l’allenamento aperto al pubblico, Robinson ha svolto esercizi di tiro e palleggio, con una fasciatura nera che proteggeva mano e polso destro . È un dettaglio che racconta la prudenza, ma anche la volontà di esserci. Finora ha giocato 13 delle 14 partite di playoff dei Knicks, con 5,3 punti e 5,5 rimbalzi di media in poco più di 14 minuti, un contributo silenzioso ma fondamentale per l’equilibrio della second unit. L’unica assenza era arrivata per un malessere improvviso, nella serie contro Philadelphia.
Il contesto rende tutto ancora più significativo: New York insegue il suo primo titolo dal 1973, un’attesa che porta pressione sulle spalle di questa squadra. E avere Robinson di nuovo disponibile significa ritrovare centimetri, presenza fisica, protezione del ferro, ma soprattutto una rotazione più profonda in una serie che si preannuncia durissima. E così, mentre San Antonio si prepara ad accogliere Gara 1, i Knicks ritrovano un pezzo importante del loro puzzle. Robinson non è ancora al cento per cento, ma c’è. E a volte, nelle Finals, questo basta per cambiare il ritmo di una storia.