A2 F - L'intervista di fine anno di Franz Pinotti: "Una stagione straordinaria"

Il patron del Sanga Milano ha riassunto tutti i temi princilai della stagione appena conclusa e rilancia per il futuro
03.06.2026 15:50 di  Eduardo Lubrano  Twitter:    vedi letture
A2 F - L'intervista di fine anno di Franz Pinotti: "Una stagione straordinaria"
© foto di Sanga Milano

Va a chiudersi l'annata sportiva ed è inevitabile un momento di bilanci, guardando al recente passato e soprattutto, pensando al futuro. Un compito a cui non si sottrae mai coach Franz Pinotti che nell'intervista che potrete apprezzare qui di seguito analizza l'andamento dell'ultima stagione, parlando di campo, progetti, visione di lungo termine, il tutto con al centro quei valori che da sempre rappresentano la stella polare del mondo Sanga

* Coach, si è conclusa una stagione intensa in Serie A2, caratterizzata da un ottimo percorso in Regular Season e terminata in semifinale playoff, qual è il bilancio agonistico?
Una stagione straordinaria che ci ha viste cedere solo in semifinale di entrambe le competizioni ufficiali: Coppa Italia e Campionato. Campionato che abbiamo vinto sul campo dominando la Regular Season prime in classifica con quattro punti di vantaggio su Costa Masnaga. E se non si fosse infortunata Marinkovic chissà di cosa parleremmo oggi. Condivido una riflessione curiosa: negli ultimi otto anni, un anno eravamo in Serie A1, ma per i restanti anni siamo sempre stati eliminati da chi poi è salita in A1. A testimonianza di campionati disputati sempre a un livello altissimo.
* Quest'anno hai avuto a disposizione un gruppo nuovo ma che subito ha mostrato grande carattere
Abbiamo rivoluzionato il nostro sistema di gioco, arricchendolo con letture di una pallacanestro ad alto quoziente qualitativo. Per essere il primo anno, non possiamo che essere molto soddisfatte del lavoro svolto insieme a un gruppo squadra realmente fantastico, sia sotto il profilo tecnico che umano. Il desiderio è quello di portare il gioco a un livello ancora superiore, anche grazie a un naturale ricambio generazionale.
* Quali sono le polaroid della stagione? I momenti che più la riassumono.
In realtà sono molte e costellano il cammino: la vittoria allo scadere con canestro di Tava in casa con Valdarno, alla prima partita della stagione al PalaGiordani, così come l’incredibile rimonta sempre con Valdarno ma in casa loro, che da -15 ci ha viste difendere come mastini, per ripartire in attacco con una fluidità devastante fino alla vittoria. Il ritorno con Basket Star in cui ci siamo presi una rivincita con gli interessi (+26), la vittoria con Empoli sia da loro che da noi, la vittoria a Livorno nel loro momento migliore, dominando, assorbendo la loro splendida rimonta fino alla parità, per piazzare la stoccata vincente nel finale. La vittoria a Selargius senza né Allievi né Marinkovic, con una partita difensiva che ha concesso alle sarde in casa loro, solo 46 punti. La conquista dell’accesso alla Coppa Italia, persa poi in semifinale con una Verona mai doma. La partita a Faenza in semifinale playoff, che ci ha viste rimontare, pur senza Marinkovic, fino a disputare un over time, perso di due soli punti, ma prendendoci l’ultimo tiro, piedi per terra, pulito, per vincere, che si infrange sul ferro. Per tutto l’anno abbiamo avuto Toffali e Marinkovic in testa alla classifica marcatrici, a testimonianza di un attacco fluido e scoppiettante.
* Come valuti il livello medio del campionato di quest'anno?
Il campionato, in entrambi i gironi, si è livellato verso l’alto. A fronte di alcune società con roster non completi, per lo più a causa di minori risorse a disposizione, in testa alle due classifiche fino alla nona posizione si è lottato in tutti i campi. Pochi i risultati scontati sin dalla carta. Merito dell’ottimo lavoro svolto dagli staff tecnici, e dall’aumento di giovani di valore, frutto del lavoro di cui sopra. Ho apprezzato i grandi frutti di una pallacanestro, chiamiamola “più giovanile” fatta di grande pressione a tutto campo, corsa e tiri presi nei primi secondi di ogni possesso, rimbalzi e ripartenze; ma ho anche apprezzato un gioco più classico fatto di collaborazioni, di tagli sul lato debole, di gioco spalle a canestro, di ottime scelte sia offensive che difensive. In generale ho visto ragazze più pronte e tecnici molto più preparati, grazie forse anche all’ottimo utilizzo della video analisi che ti permette di conoscere l’avversaria di turno con sempre più dettagli importanti.
* Quali sono le prospettive per la prossima stagione?
La voglia e l’entusiasmo, grazie a Dio, non mancano mai. Come Sanga Milano, oltre alla normale responsabilità di voler competere sempre al più alto livello agonistico, c’è anche la scelta e la determinazione di trasformare il gioco della pallacanestro sempre in una occasione di relazioni umane, di un possibile riscatto sociale che, grazie a un pallone arancione fatto di spicchi, possa dare l’opportunità a bambine, adolescenti e giovani, di guardarsi dentro per fare emergere le proprie potenzialità, magari scoprendole anche in ambiti ben diversi da quelli sportivi. Incontrare le necessità, anche a casa loro, come nel Progetto Fuori Campo, è una chiara scelta vocazionale in cui lo Sport diventa un fondamentale strumento educativo fatto anche di prevenzione.
* Negli ultimi tempi la FIP, nazionale e regionale, sta affrontando importanti cambiamenti politici e gestionali, in un contesto normativo scosso dalla riforma dello sport e dal vincolo sportivo. Cosa serve al movimento del basket femminile?
Serve prima di tutto “attenzione”. Un'attenzione che purtroppo viene oggi mal interpretata, rivolgendo risorse ed energie verso obiettivi che non guardano lontano. Non c’è reale progettualità, viene solo sbandierata, ma mai messa in campo. Si vive alla giornata. Servono naturalmente persone competenti nei posti giusti, ma anche e soprattutto una Visione di insieme che oggi viene persa inseguendo particolarismi che non danno frutto. So di scoprire l’acqua calda se dico che la prima e unica azione politica nella quale dovremmo tutti impegnarci è il reclutamento sportivo e l’incremento delle tesserate.
Serve moltiplicare la base delle tesserate per avere una piramide non solo più alta ma più qualitativa al vertice. Altrimenti viviamo di episodi e fasi temporanee, fatte da ottimi cicli, discontinui, ma non da un progetto di ricambio programmato e continuo. Per la Lombardia mi auguro una Presidenza esperta, competente, con voglia di riprendere un lavoro che riporti la nostra Regione dove merita, anche per numeri, oltre che per qualità progettuale. E che soprattutto possa dialogare con Roma e tutte le altre Regioni, per lavorare insieme. E’ insieme che dobbiamo lavorare tutti, superando steccati e orticelli che ci chiudono oggi come in una riserva indiana, da preservare, ma senza un chiaro intento di cambiamento. Servono idee da trasformare in azioni concrete.
* Quali sono i prossimi passi del Sanga inteso come progetto sportivo e sociale?
Dal punto di vista della prima squadra, serve rafforzare un ottimo gruppo già esistente, con giocatrici che portino energia e anche, perché no, “fame” di vittorie. Per quanto riguarda il settore giovanile, di cui sono tornato ad occuparmene concretamente dopo anni in cui avevo delegato, siamo orgogliosi di avere finalmente intrapreso un percorso unitario di crescita collettiva in tutti i gruppi squadra. Le raggiunte finali nazionali U15 (entrando tra le migliori otto in Italia), le finali nazionali U14, i quarti posti in Lombardia di U17 e U13 con disputa della Coppa Italia per quest’ultima, e la grande esperienza fatta dalle nostre U19 anche in serie B e in Coppa Italia di categoria, ci dicono che abbiamo intrapreso la giusta strada per poter raggiungere il sogno di una “prima squadra” di serie A, costituita tra non molti anni, interamente da ragazze del vivaio. A oggi ci accontentiamo di questi primi ma ottimi passi nella giusta direzione. Stiamo lavorando anche e soprattutto nel far crescere i nostri allenatori e istruttori.
Dal punto di vista sociale dovremmo rilasciare un'intera intervista dedicata. I progetti sociali al Sanga saranno sempre al primo posto di una visione inclusiva, educativa e di formazione, con la chiara determinazione nel continuare ad incontrare una povertà che non sempre è solo economica.  Ascoltare i bisogni del Territorio, lavorare nelle Scuole, collaborare con Fondazioni e altre associazioni sia sportive che non, come l’educativa di strada quando vuole condividere pratiche e strumenti, aprendoci a tematiche importanti come quelle sulla disabilità, è solo l’inizio di un percorso di incontro. Dialogare sulle pari opportunità legate all’empowerment femminile, parlare di lotta al bullismo contro ogni tipo di violenza fisica e psicologica, favorire il dialogo sulla  Salute e il Benessere Mentale, proporre l’Educazione Finanziaria come strumento di autonomia, incontrare i giovani sotto casa loro, ascoltando esigenze e priorità, ma anche sogni e progetti, e fornire loro strumenti perché realizzino i propri progetti di Vita, sono tutte buone pratiche che fanno del Sanga una vera e propria Comunità, riunita intorno a un Tavolo che si rinnova a ogni passo. Anche per questo non ci stancheremo mai di ringraziare aziende sponsor, amici, benefattori, persone lungimiranti che aiutano e sostengono il miglioramento verso un mondo che tutti noi desideriamo accogliente, educativo, ma soprattutto sostenibile. E a ogni passo, di queste risorse, ve n’è una chiara necessità, serve anche una continuità economica a sostegno di questa visione molto chiara.
Ufficio Stampa Sanga Milano

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