Uno tra Clarkson e Harper porterà il titolo NBA 2026 nelle Filippine

03.06.2026 08:15 di  Umberto De Santis  Twitter:    vedi letture
Uno tra Clarkson e Harper porterà il titolo NBA 2026 nelle Filippine

In queste Finals NBA 2026, c'è un filo visibile che unisce Jordan Clarkson e Dylan Harper, e non è soltanto tecnico o generazionale: è culturale, identitario, quasi familiare. E soprattutto, è un filo che porta dritto alle Filippine, dove il basket è più di uno sport, è un linguaggio comune ma che non ha ancora visto un suo rappresentante vincere il Larry O'Brien Trophy.

La storia parte da Clarkson, arrivato ai Knicks per la sua dodicesima stagione NBA dopo aver attraversato Lakers, Cavaliers e Jazz. Sua madre è filippina-americana e lui stesso ha indossato la maglia della nazionale del Paese. Di fronte a Harper, il rookie degli Spurs, non nasconde l’emozione di un incrocio che va oltre il parquet. «È sicuramente fonte d’ispirazione per i filippino-americani e per i filippini in tutto il Paese. Sarà sicuramente divertente da guardare» dice parlando della sfida che li attende. E aggiunge: «Uno dei due porterà un titolo a casa, nelle Filippine, rappresentandolo nel modo migliore».

Clarkson, che domenica compirà 34 anni, ha seguito da vicino la crescita del ventenne Harper, seconda scelta assoluta al Draft. «È stato davvero bravo per tutto l’anno. L’ho osservato, gli sono stato dietro, essendo così giovane e mostrando così tanta calma per tutti questi playoff» racconta, sottolineando quanto sia impressionante vedere «una giovane stella entrare nella lega e fare quello che sta facendo».

Dall’altra parte, Harper vive questa sfida con la consapevolezza di portare sulle spalle una storia familiare e culturale. Suo padre è Ron Harper, cinque volte campione NBA, mentre sua madre Maria è filippina e ha allenato lui e suo fratello Ron Jr. ai tempi del liceo. Per lui, affrontare Clarkson significa condividere qualcosa che va oltre la competizione. «Io e lui possiamo fare qualcosa di davvero speciale, rappresentare il nostro Paese, da dove veniamo, rappresentare tutto sul palcoscenico più grande del basket» dice con orgoglio. E aggiunge: «Lì nelle Filippine, il basket è probabilmente la cosa più importante». Poi chiude con una gratitudine semplice e sincera: «Siamo molto eccitati per questo e siamo solo molto benedetti e grati di essere in questa posizione».

C’è spazio anche per un sorriso quando parla di sua madre, oggi non più sua allenatrice. «Non è più la mia coach, quindi non lo sento più così tanto» dice ridendo, spiegando che ormai si tratta soprattutto di «cose da mamma, con un po’ di basket qua e là». E poi la frase che racchiude tutto: «Alla fine dei conti, è più: finché sei felice, io sto bene». In queste Finals, dunque, non c’è solo una squadra destinata a vincere. C’è un Paese intero che aspetta di festeggiare il suo primo campione NBA. E qualunque sia il nome inciso sul trofeo, Clarkson o Harper, le Filippine sanno già che sarà una vittoria che profuma di casa.