Playoff NBA | Rimonta Knicks a San Antonio: Brunson sfida il dolore e piega gli Spurs

Da -14 nel secondo tempo al colpo esterno in Gara 1: New York riapre la storia contro Wembanyama
Playoff NBA | Rimonta Knicks a San Antonio: Brunson sfida il dolore e piega gli Spurs
© foto di nba.com
Sotto di 14 punti nel cuore del secondo tempo (65-51 con 6'31", jump shot di Dylan Harper), con l’inerzia che sembrava tutta dalla parte di San Antonio, i New York Knicks hanno avuto la forza nel momento più delicato di gara 1 per cambiare l'esito finaleLa ripartenza nasce dopo un avvio di terzo quarto lento, quasi impastato, che però si trasforma in una lunga rincorsa fino al sorpasso con il massimo vantaggio ospite a 6' dall'ultima sirena 86-94, un parziale complessivo che stravolge il Frost Bank Center. Dentro questa storia c’è la serata di Jalen Brunson, che nel primo tempo incassa prima un problema al ginocchio dopo la caduta all’indietro di Harrison Barnes e poi una botta alla caviglia, abbastanza da costringerlo al rientro negli spogliatoi per accertamenti. Il ritorno in campo cambia il tono della gara: il play di New York stringe i denti, guida l’attacco e firma il canestro pesante dall’arco che spegne il tentativo di rimonta degli Spurs dopo un blackout offensivo di quattro minuti dei Knicks nell’ultimo quarto.

Dall’altra parte Victor Wembanyama prova a tenere viva la gara con una seconda parte molto più incisiva rispetto ai primi due quarti (55-48). La sua tripla ha dato il via al controbreak texano che con 2'16" alla sirena conclusiva ha rimesso in carreggiata gli Spurs 95-94. Qui Brunson piazza quella bomba taliagambe e San Antonio non segna più, tra palle perse sanguinose e una tripla sbagliata di Wemby che rende il suo sforzo incompiuto (26 punti, 12 rimbalzi, 6 palle perse), mentre il pubblico di casa vede scappare via una partita in cui San Antonio si ferma al 36 per cento dal campo e fatica anche dall’arco con un modesto 26 per cento. Brunson chiude la serata come riferimento assoluto dell’attacco, aggiungendo 13 punti nel solo quarto periodo dopo il rientro dall’infortunio e spiegando a fine gara di sentirsi a posto dopo i controlli dello staff medico (30 punti, 2 rimbalzi, 3 assist). Attorno a lui si muove una squadra che trova protagonisti diversi nei momenti chiave: OG Anunoby (17 punti, 3 rimbalzi) si accende nell’ultimo quarto e segna la maggior parte dei suoi punti proprio quando la partita si decide, mentre Josh Hart (3 punti, 15 rimbalzi, 6 assist)  costruisce una prestazione atipica, con pochi canestri ma un impatto enorme a rimbalzo, negli aiuti difensivi e nelle letture in regia, fino a riempire ogni angolo del campo con energia e presenza costante.

Nel duello interno Karl-Anthony Towns (18 punti, 12 rimbalzi) riesce spesso a prendere posizione e ritmo prima di Wembanyama, controllando il ferro e trovando punti pesanti vicino al canestro, mentre il francese alza il livello nella ripresa ma paga a caro prezzo le sei palle perse che spezzano il flusso offensivo di San Antonio. Il resto del supporting cast texano prova a tenere il passo, con Stephon Castle produttivo su entrambe le metà campo (17 punti, 8 rimbalzi) e Julian Champagnie (16 punti, 10 rimbalzi) che trova più volte la via del canestro dall’arco (5/10), ma senza riuscire a cambiare il destino di Gara 1: ora i Knicks guardano a Gara 2, in programma venerdì sempre in Texas, con l’idea dichiarata di strappare un altro colpo esterno e riportare la serie al Madison Square Garden con un vantaggio che profumerebbe già di occasione storica.

Una nota di colore, abbastanza inusuale in una arena NBA, vede una nutrita rappresentanza di tifosi Knicks a colorare gli spalti in Texas, celebrando il primo successo di New York alle Finals dai tempi del 1999, guarda caso sempre contro gli Spurs.

Redazione Pianetabasket.com
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