NBA Finals, game 1: l'MVP è Jalen Brunson, il maestro del money-time
C’è una scena che racconta più di mille numeri, ed è quella di Jalen Brunson che rientra in campo dopo aver passato buona parte del primo tempo a zoppicare e stringere i denti, come se ogni passo fosse una sfida personale. Prima il contatto al ginocchio destro con Harrison Barnes lo aveva costretto a rientrare negli spogliatoi, poi una torsione alla caviglia aveva aggiunto un altro ostacolo alla sua serata già complicata. Eppure, quando la partita ha iniziato a contare davvero, è stato proprio lì che il suo match ha preso forma, come se il dolore fosse soltanto un preludio alla parte più intensa della storia.
Il quarto periodo è diventato il suo territorio naturale, il luogo in cui ha riscritto il contenuto della gara. Tredici punti negli ultimi dodici minuti, quelli che separano una vittoria da un rimpianto. Prima la tripla che ha ribaltato il sorpasso degli Spurs, riportando New York avanti 97-95. Poi, a 38,0" dalla sirena, il fadeaway complicatissimo che ha chiuso definitivamente la porta in faccia a San Antonio, un tiro che sembra quasi una firma, un marchio di fabbrica, il riassunto perfetto del suo carattere competitivo. La sua linea finale – 30 punti con 12/31 al tiro – non è la più scintillante della carriera, ma ciò che resta davvero è quel 5/9 nell’ultimo quarto, il cuore pulsante della sua notte da protagonista assoluto.
Mike Brown, nel dopo partita, ha scelto parole semplici ma definitive per descriverlo: «È un competitore, semplicemente» ha detto il coach, aggiungendo poi «nei momenti più importanti, lui risponde presente. È ciò che gli MVP devono fare. Abbiamo messo la palla nelle sue mani dicendoci che avremmo vissuto o saremmo morti con lui… e lui ha fatto il suo lavoro». È il ritratto di un leader che non si limita a segnare, ma che decide quando farlo, come farlo e soprattutto perché farlo. New York ha chiuso la gara con un parziale di 11-0 che ha gelato il Frost Bank Center e ha consegnato ai Knicks il vantaggio del fattore campo già in Gara 1. È la dodicesima vittoria consecutiva di questi playoff, un segnale che non ha bisogno di ulteriori interpretazioni: la squadra è a tre successi dal titolo, e Brunson sta guidando la corsa con la calma feroce di chi sa esattamente cosa serve per arrivare fino in fondo.