È la rivincita di Jalen Brunson: la serie che lo ha reso immortale nella storia di New York

14.06.2026 08:15 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
È la rivincita di Jalen Brunson: la serie che lo ha reso immortale nella storia di New York

La vera rivincita di Jalen Brunson si è compiuta sul palcoscenico più prestigioso: le NBA Finals 2026. Trascinando i New York Knicks al loro primo titolo in oltre mezzo secolo, il playmaker ha conquistato non solo l'anello, ma anche il meritato premio di Finals MVP. Le sue cifre nella serie vinta contro i San Antonio Spurs sono state a dir poco dominanti: 32.6 punti, 4.2 rimbalzi e 4.6 assist di media giocando quasi 40 minuti a partita, tirando con il 38.9% dall'arco. A suggellare un'impresa che gli garantisce un posto d'onore nell'Olimpo sportivo della Grande Mela accanto a leggende come Derek Jeter e Eli Manning, sono arrivati i clamorosi 45 punti nella gara decisiva, un record assoluto per la franchigia alle Finals.

Una consacrazione totale per un giocatore che ha ribaltato le sorti di una squadra abituata alle amarezze: dal suo arrivo, i Knicks hanno registrato quattro stagioni vincenti su quattro, superando ben otto serie di playoff, più di quante ne avessero vinte in totale dal 1998 al 2022. Ma il vero capolavoro di Brunson, la sua mossa più decisiva per arrivare al titolo, non è avvenuta sul parquet, bensì al tavolo delle trattative. Dopo essere approdato a New York nel 2022 per aver lasciato una Dallas colpevole di non avergli offerto il rinnovo che meritava, nel 2024 Jalen ha compiuto un sacrificio finanziario senza precedenti. Rinunciando a un'estensione contrattuale da 269 milioni di dollari prevista per l'anno successivo, ha accettato un accordo da 156.5 milioni, lasciando di fatto sul tavolo ben 113 milioni.

Questa immensa flessibilità economica concessa alla dirigenza dei Knicks ha permesso alla franchigia di completare un roster da titolo, agevolando l'arrivo di stelle del calibro di Karl-Anthony Towns e Mikal Bridges. Una scommessa ampiamente ripagata, che dimostra una dedizione alla vittoria e una leadership che vanno ben oltre le mere statistiche. Questo storico trionfo rappresenta anche l'apoteosi dei cosiddetti Nova Knicks, il nucleo composto dallo stesso Brunson, Josh Hart e Mikal Bridges, capaci di replicare in NBA i successi già ottenuti in NCAA con la maglia di Villanova (le cui vittorie del 2016 e 2018 arrivarono curiosamente proprio in Texas, terra prima dolce e poi amara per la sua carriera da pro).

Eletto All-Star per tre anni di fila con almeno 26 punti di media stagionali — un traguardo di continuità condiviso nel medesimo triennio solo con fuoriclasse assoluti come Nikola Jokic, Shai Gilgeous-Alexander, Kevin Durant e Giannis Antetokounmpo —, Brunson ha continuato a smentire i propri detrattori. Come ha sottolineato l'amico fraterno Josh Hart, Jalen continua a dimostrare il suo valore possesso dopo possesso, emergendo costantemente come uno dei migliori giocatori in assoluto: ora, oltre al rispetto incondizionato della lega, ha finalmente ottenuto l'unico riconoscimento che conta per suggellare la sua grandezza, l'anello di campione NBA. E lo ha fatto insieme a suo padre Rick Brunson, parte dello staff dei Knicks.

Iacopo  De Santis
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Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.