«È la più grande lezione della mia vita»: Wembanyama dopo aver perso il titolo NBA
Victor Wembanyama e i San Antonio Spurs hanno bruciato le tappe in questa stagione, compiendo un salto clamoroso dalla lottery fino a registrare il secondo miglior record della lega. Guidato dal ventiduenne fenomeno francese, affiancato dai giovanissimi Stephon Castle (21 anni) e Dylan Harper (20 anni), il roster si è presentato alle NBA Finals come la seconda squadra più giovane nella storia a raggiungere questo traguardo, forte di un cammino nei playoff culminato nell'emozionante vittoria in gara-7 contro gli Oklahoma City Thunder. Partiti coi favori del pronostico, i texani hanno però pagato a caro prezzo l'inesperienza contro i più esperti e affamati New York Knicks, che hanno conquistato il titolo vincendo la serie per 4-1. A pesare come un macigno è stata soprattutto l'incapacità di gestire i vantaggi: nonostante abbiano condotto per il 72% del tempo totale giocato e abbiano accumulato vantaggi in doppia cifra nel primo quarto di ogni singola partita, gli Spurs sono ripetutamente crollati nei momenti decisivi, subendo in Gara 4 persino una delle rimonte più clamorose nella storia dello sport americano (da -29). Mentre i Knicks guidati da Jalen Brunson festeggiavano la conquista del campionato nello spogliatoio ospite del Frost Bank Center sabato sera, Wembanyama si è presentato davanti ai media per analizzare la delusione a caldo.
"Penso che, rispetto a qualsiasi altra cosa prima d'ora, questa sia la più grande lezione della mia vita", ha dichiarato ai giornalisti il talento transalpino. "Il momento di apprendimento più grande. Non so dire esattamente quale sia la lezione. Ma di sicuro impareremo da questo. Sto imparando, più di qualsiasi altra volta nella mia vita prima d'ora". Una lucida ammissione di responsabilità per una squadra che è arrivata in vantaggio, o in parità, negli ultimi due minuti di ogni gara della serie, riuscendo clamorosamente a portarne a casa soltanto una. Sebbene la sala stampa post-partita sia un luogo difficile in cui redigere un'autopsia perfetta per individuare i motivi del crollo texano, la stella di San Antonio ha comunque offerto un punto di partenza per correggere la rotta in vista di un brillante futuro che ha davabti. "Una delle tante cose che ho imparato è che il margine di errore era davvero, davvero sottile", ha spiegato Wembanyama scendendo nel dettaglio. "I nostri periodi di dominio... abbiamo assolutamente dominato per gran parte di questa serie. Ma i nostri errori, i nostri sbagli vengono puniti così duramente che non possiamo avere così tanti alti e bassi". A chiosare l'amara conclusione di una stagione comunque straordinaria, una frase emblematica sulle spietate leggi della pallacanestro ai massimi livelli: "Gli alti vanno bene. I bassi sono il motivo per cui abbiamo perso".