Virtus, scelto Mumbrù. Finisce il casting, ora comincia il mercato
Dieci giorni di colloqui, valutazioni e confronti. Alla fine la scelta della Virtus è caduta su Alex Mumbrù, che sarà il nuovo allenatore bianconero. Lo spagnolo ha vinto il ballottaggio finale con Aleksandar Sekulic, ultimo rivale rimasto in corsa in una selezione che la società ha voluto approfondire fino all’ultimo dettaglio.
Mumbrù arriva a Bologna con un profilo particolare. Ex giocatore di alto livello, vent’anni di carriera vissuti da protagonista tra club e nazionale spagnola, ha iniziato ad allenare proprio a Bilbao, la sua ultima squadra da atleta. Lì ha costruito la sua credibilità in panchina, ottenendo la promozione e consolidando il club nella massima serie.
La chiamata di Valencia lo ha poi proiettato su un palcoscenico diverso. Prima l’Eurocup, poi l’Eurolega, con tutte le difficoltà di un calendario che impone continui adattamenti. L’avventura si è chiusa con l’esonero, mentre la squadra occupava il quattordicesimo posto in Europa e il settimo nella Liga spagnola. Successivamente è arrivata la Germania, dove è stato chiamato a raccogliere la pesante eredità di Gordon Herbert. Un percorso particolare anche questo: una pancreatite acuta lo ha tenuto lontano dalla panchina per lunghi tratti dell’Europeo, limitandone il contributo diretto, ma il titolo conquistato dai tedeschi resta comunque parte del suo curriculum.
Sul piano tecnico, la Virtus ha scelto un allenatore con idee molto definite. Il basket di Mumbrù è moderno, rapido, intenso. Ama correre, cercare la transizione e costruire conclusioni nei primi secondi dell’azione. I lunghi devono saper aprire il campo con il tiro da fuori, creando spazi per le penetrazioni degli esterni e rendendo più difficile il lavoro delle difese avversarie.
Anche a metà campo le sue squadre mantengono una struttura offensiva sofisticata. Largo utilizzo di blocchi lontano dalla palla, Iverson set e numerose varianti dello Spain Pick and Roll, soluzione che combina un pick and roll tradizionale con un blocco cieco sul bloccante e che spesso mette in crisi le comunicazioni difensive. Agli esterni viene concessa libertà di iniziativa, purché il pallone continui a muoversi con velocità. L’esempio più evidente è stato Dennis Schröder nella nazionale tedesca (ma anche Chris Jones a Valencia): responsabilità offensive importanti, ma all’interno di un sistema dinamico.
In difesa, invece, il principio è più semplice e rigoroso. Mumbrù chiede fisicità, cambi sistematici, continui aiuti e recuperi. La priorità è proteggere l’area, accettando talvolta qualche conclusione in più dall’arco pur di evitare vantaggi vicino al ferro.
Definita la guida tecnica, la Virtus può adesso concentrarsi sulla costruzione del roster. Luca Vildoza potrebbe restare e formare la coppia di playmaker con i nuovi arrivi Rasheed Bello e Davide Casarin. Tommaso Baldasso dovrebbe mantenere il ruolo guastafeste tiratrice uscendo come ben ha fatto a Tortona dalla panchina, mentre il club continua a sondare il mercato delle guardie. Tra i profili monitorati c’è anche Dj Steward, reduce da una stagione positiva a Trento.
L’arrivo di Mumbrù potrebbe influenzare soprattutto la ricerca delle ali. Servono giocatori capaci di aprire il campo e garantire pericolosità dall’arco. In questo scenario anche la posizione di Karim Jallow appare meno solida rispetto a qualche settimana fa. L’idea sarebbe quella di aggiungere due elementi con caratteristiche più vicine alle richieste del nuovo allenatore, da affiancare a Derrick Alston, Francesco Ferrari e Daniel Hackett.
Sotto canestro il nucleo dovrebbe essere composto da Aliou Diarra, Kevin Kokila e Momo Diouf. Proprio Diarra potrebbe trovare spazio in un sistema che valorizza i lunghi capaci di allargarsi oltre la linea dei tre punti. Resta poi da individuare un ultimo italiano. Nelle ultime settimane ci sono stati contatti esplorativi per Arturs Strautins, ma la concorrenza è numerosa e il giocatore ha diverse opportunità che gli garantirebbero minuti importanti, a partire da Roma.
Con il capitolo allenatore finalmente chiuso, il mercato entra adesso nella sua fase più concreta. Sullo sfondo resta la questione Eurolega. La Virtus, dopo aver avanzato la propria candidatura, ha ricevuto la proposta per una licenza decennale, obiettivo inseguito da tempo e considerato strategico per il futuro del club. Sarà un tema destinato ad accompagnare i prossimi mesi.
Ma non è quello il dossier urgente. Prima viene il campo. Prima viene la squadra. E la Virtus che nascerà attorno a Mumbrù è ancora tutta da costruire.