Scossone Brescia: la presidente Graziella Bragaglio verso l'uscita
Sarebbe in arrivo uno scossone in casa Germani Brescia, con un post pubblicato dalla presidente Graziella Bragaglio che sa di addio. Bragaglio, con il marito Matteo Bonetti, aveva riportato la palla a spicchi a Brescia nel 2009. Nel 2016 la Leonessa è tornata nella massima serie, mentre nel 2020 il Basket Brescia Leonessa è diventata Pallacanestro Brescia, con un riassetto societario che ha dato centralità a Mauro Ferrari (ad di Germani Spa, azienda main sponsor dal 2016).
La lettera completa di Graziella Bragaglio
«20 Anni di Storia, Orgoglio e Passione. Cari Tifosi, Amici, e appassionati, ci sono momenti in cui guardarsi indietro non è solo un esercizio di memoria, ma un dovere verso la propria storia. Tra pochissimi giorni ricorrerà l’anniversario di quella storica, incredibile promozione che ci spalancò le porte della Serie A. Un traguardo che per molti era un miraggio e che invece, insieme, abbiamo trasformato nella nostra realtà quotidiana per ben dieci anni. Oggi, dopo vent’anni di cammino e diciotto passati alla guida di questo progetto , sento il bisogno di fermarmi e guardare la strada fatta.
Questo intero percorso è stato creato dal nulla. L’ho visto nascere, muovere i primi passi, l’ho cresciuto e l’ho accompagnato giorno dopo giorno, categoria dopo categoria. Proprio negli anni che hanno preceduto la nostra salita in Serie A, il lavoro svolto mi ha portata a essere l’unica donna a ricoprire il ruolo di presidente della Lega nazionale pallacanestro: un primato, una responsabilità e un’attestazione di stima che ho cercato di onorare con dignità, fermezza e competenza, mettendo le basi per il nostro futuro.
È con quel bagaglio, con quella visione nata da zero e con tanta determinazione che abbiamo poi spinto la squadra fino ai piani più alti e inimmaginabili del nostro sport. Con quella promozione abbiamo riportato la Serie A in una città in cui mancava da ben 28 anni, dando un impulso straordinario a tutto il territorio. Abbiamo fatto rinascere il palazzetto dello sport, regalando alla città un’infrastruttura che prima non aveva, e attorno a questo cammino abbiamo costruito tutto da zero: abbiamo formato allenatori, cresciuto dirigenti, creato una struttura professionale dal nulla. Abbiamo scritto, giorno dopo giorno, pagine e pagine e pagine di storia indelebile. Tutto questo ci ha permesso di conquistare e difendere per dieci anni consecutivi un posto nell’élite del basket italiano, sfidando i colossi del nostro sport e ottenendo il rispetto di tutto il Paese.
In questo lungo viaggio, il valore più grande è arrivato dai riconoscimenti e dall’affetto che ho seminato in vent’anni di impegno: l’onorificenza della Stella di Bronzo al Merito Sportivo del Coni, un premio che attesta ufficialmente il valore del lavoro svolto per la crescita dello sport. L’inclusione tra i personaggi importanti e illustri della nostra città, un riconoscimento che va oltre i confini del parquet e che mi rende fiera di aver dato lustro ed eccellenza alla nostra comunità.
Gli innumerevoli attestati di stima e credibilità ricevuti da colleghi, istituzioni, addetti ai lavori e, soprattutto, da voi tifosi. Sapere di aver lasciato un segno profondo nel tessuto sociale e sportivo è il trofeo più bello che potessi mai vincere.
Lascio un’eredità fatta di strutture vive, di credibilità nazionale, di una cultura del lavoro d’eccellenza e di un nome che oggi in tutta Italia è sinonimo di passione e successo. Aver tracciato questa strada partendo dal nulla per consegnarla alla storia della Serie A è stato il viaggio più bello della mia vita.
Voglio dire un grazie immenso a chiunque abbia condiviso anche solo un chilometro di questo percorso con me: atleti, allenatori, staff, sponsor e ogni singolo tifoso. Tutto quello che abbiamo costruito resterà lì, immobile nel tempo, a testimoniare che con il cuore e con il lavoro si può scalare qualsiasi montagna. Oggi non c’è spazio per i rimpianti, perché stringo a me un tesoro inestimabile: ho le tasche piene di ricordi straordinari, di sguardi, di abbracci e di vittorie. Custodirò tutto questo per sempre, a testa altissima, con l’orgoglio di chi sa di aver dato la vita per creare qualcosa di eterno. Grazie di cuore a tutti».