LBF A1 Techfind: Schio vince anche gara 2, da martedì si gioca a Bologna

Ancora una partita in controllo per il Famila che con la sua voglia infinita di vincere ha staccato la Virtus nel gioco e nel punteggio
30.04.2022 22:10 di Eduardo Lubrano Twitter:    vedi letture
LBF A1 Techfind: Schio vince anche gara 2, da martedì si gioca a Bologna

Mentalità. Nella vittoria del Famila Schio sulla Virtus Segafredo Bologna in gara 2 della finale scudetto della LBF A1 Techfind, 78 a 51, c’è soprattutto la mentalità vincente – espressione che sembra vecchia ma non è così – della formazione veneta. Che non è partita come in gara 1 a mille all’ora, anzi ha subìto la verve iniziale della squadra ospite ma. L’ha poi macinata un po' alla volta con la lucidità del suo gioco, la durezza e l’attenzione della sua difesa, la varietà del suo attacco, dieci giocatrici a punti, ed una maniacale quasi voglia di andare sempre oltre il limite appena raggiunto.

Il che è caratteristica solo delle grandissime squadre che non si contentano di aver messo insieme un vantaggio di 15 punti a tre quarti di partita, ma fanno di tutto per arrivare a 20 e poi 25 e se c’è modo anche a più 30. Certo avere tre playmaker da spendere secondo la situazione della gara come Dotto, Sottana e Verona aiuta a cambiare ritmi ed idee, avere due esterne come Laksa e Mestdagh che fanno sempre canestro (la belga un po' sottotono ma insomma…) ed un reparto lunghe come Gruda, Keys ed Andrè sempre disponibili ad aiutare il gioco delle compagne ed a finalizzarlo, aiuta. Ma il fatto che siano sempre tutte pronte nello stesso momento è segnale appunto di una mentalità che un po' si ha dentro ed un po' viene da un allenatore bravo nella gestione di cotanta rosa.

La Virtus Bologna ci ha provato per due quarti e mezzo ma a sua giustificazione va detto che avere la sua giocatrice di maggior talento per quello che riguarda la creazione del gioco, Ivana Dojkic, menomata dal fatto di giocare con una maschera protettiva per il naso, non è facile. E si è visto. Perché quando la difesa di Schio ha preso per bene le misure a Cecilia Zandalasini che nei primi due quarti si era giovata della presenza in campo della croata con delle azioni superbe, l’attacco di Bologna ha perso un po' di velocità. E di imprevedibilità, avendo il Famila spostato la maggior parte della pressione solo sulla Zanda nazionale.

Il poco peso di Dojkic anche quando è stata in campo s’è visto anche quando la squadra non è riuscita a leggere i cambi difensivi di Schio che hanno spesso messo Turner contro una piccola ma non ha ricevuto il pallone; la squadra ha tirato ancora una volta male da tre sbilanciandosi troppo spesso e subendo tante transizioni e contropiede di Dotto e compagne. Insomma è mancata quella sana lucidità che la Virtus deve avere per poter affrontare ad armi pari o quasi una corazzata come Schio. E su questo la squadra veneta ha affondato un po' alla volta ma in modo inesorabile perché è vero che nelle serie di partite al meglio delle vittorie, il divario non conta, ma è sempre un segnale forte che si lancia all’avversaria se si vince di dieci o di 27.

Così da martedì quando la serie si sposterà al Pala Dozza di Bologna, alla Segafredo servirà recuperare al meglio il suo playmaker, leggere meglio quello che accade in campo ad ogni azione ed avere una continuità offensiva che coinvolga quante più giocatrici possibili.