LeBron e il record: "Sono un ragazzino buffo di 41 anni, mi pagano per giocare a basket, perché non dovrei essere felice di questo?"
Dopo la sua tripla doppia da record contro Dallas, LeBron James ha preferito spostare l’attenzione sul valore del successo di squadra piuttosto che sulla dimensione storica della sua prestazione: con 41 anni e 44 giorni, LeBron James è ora il giocatore più anziano nella storia della NBA ad aver raggiunto tale impresa, superando Karl Malone, che aveva 40 anni e 127 giorni quando si è esibito l'ultima volta il 28 novembre 2003. I Lakers hanno superato i Mavericks 124-104, e il veterano ha chiuso con 28 punti, 12 assist e 10 rimbalzi, diventando il giocatore più anziano di sempre a firmare una tripla doppia NBA. Fin dalle prime battute LeBron ha indirizzato la gara, orchestrando l’attacco e creando vantaggi continui: ha segnato o assistito i primi 23 punti dei Lakers, dando ritmo e fluidità a un gruppo che ha tirato con il 56% dal campo e dominato a rimbalzo. Accanto a lui, Rui Hachimura e Austin Reaves hanno aggiunto punti e presenza, mentre Dallas ha faticato dall’arco e perso troppi palloni per restare davvero in scia.
Nel post‑partita, James ha spiegato come vive questo tipo di serate, ribadendo che i traguardi personali hanno un peso relativo rispetto all’impatto complessivo sul gioco e sul percorso della squadra. Ha parlato della sua longevità, della capacità di adattarsi e del lavoro necessario per mantenere un livello così alto anche dopo un inizio di stagione complicato dagli acciacchi: "Non ho avuto l'opportunità di fare un training camp o la prima parte della stagione regolare, ma col passare delle settimane il mio corpo ha iniziato a sentirsi meglio." Ha raccontato il suo approccio mentale, l’energia con cui affronta ogni gara e il modo in cui vive questa fase avanzata della carriera, tra consapevolezza e gratitudine: "Sono un ragazzino buffo di 41 anni, mi pagano per giocare a basket, quindi perché non dovrei essere felice di questo?". E nelle sue parole si ritrova perfettamente lo spirito con cui ha guidato i Lakers alla vittoria.