Kevin Garnett ha ignorato il contributo dei giocatori internazionali nella NBA
L’ex stella dei Boston Celtics Kevin Garnett ha messo in discussione il reale valore aggiunto dei giocatori stranieri in NBA, sostenendo che il loro apporto sia limitato e spesso sopravvalutato. Negli Stati Uniti, lo scetticismo verso gli internazionali è un tema ricorrente, e nemmeno il fatto che tutti gli MVP dal 2019 in poi siano nati fuori dai confini americani sembra aver cambiato questa percezione. Nel suo show KG Certified ha minimizzato l’impatto degli stranieri nella lega. Ha iniziato criticando la loro tenuta difensiva: «La metà di loro non sa difendere. In campo sembrano due mondi separati». Secondo lui, se si dovessero schierare gli uni contro gli altri, gli americani vincerebbero senza problemi. Garnett ha poi rincarato la dose: «Gli internazionali hanno portato nel basket un sacco di atteggiamenti che non sopporto. Tutti parlano agli arbitri, c’è il flop, tutte quelle sciocchezze. Prima non esistevano. Capisco che qualcuno abbia eccelso, ma erano eccezioni, non la norma. E odio la narrativa secondo cui iniziano a giocare prima: e allora? Non significa che producano un livello superiore.»
Kevin Garnett rips the Europeans and says they brought flopping and other ‘weird sh*t’ to the NBA
— Heat Central (@HeatCulture13) January 23, 2026
“If you like any of them Mfers up 1 on 1, half them Mfers can’t guard. It’s two sides to the ball… You line them Mfers up man Americans will destroy any MF you line up!… This… pic.twitter.com/CFCVYZVze3