Jalen Brunson guida i Knicks al colpo esterno contro Embiid e i 76ers
I New York Knicks confermano il momento di svolta: dopo il clamoroso +54 rifilato ai Nets, la squadra di Tom Thibodeau espugna anche il campo dei Philadelphia 76ers in una partita molto più complicata sul piano emotivo e tecnico. Jalen Brunson (31 punti) si prende la scena nel terzo quarto, aprendo il periodo con un parziale di 21-7 che ribalta l’inerzia e trasforma il Wells Fargo Center in una sorta di Madison Square Garden “in trasferta”, con i cori “Let’s go Knicks!” che sovrastano i mugugni del pubblico di casa. Accanto a lui, OG Anunoby (23 punti) punisce ogni esitazione della difesa con triple pesantissime, compresa quella nel finale che, insieme a quella di Landry Shamet, spezza il tentativo di rimonta dei Sixers e ricaccia indietro l’ennesimo assalto di Embiid e compagni.
Dall’altra parte, Joel Embiid continua a viaggiare su ritmi da MVP, dominando per lunghi tratti con una combinazione di fisicità e tecnica che manda in visibilio il pubblico: dopo i 46 minuti giocati nell’overtime contro Houston, il camerunense apre la gara con un primo tempo quasi perfetto al tiro e chiude ancora una volta oltre quota 30 punti (38 punti e 11 rimbalzi), prolungando la sua striscia di gare sopra i 20. Eppure, nel momento decisivo, la partita gli sfugge di mano: prima un tentativo di fallo intenzionale dei Knicks che lo manda in confusione sull’ultimo possesso, poi la palla persa che chiude la porta a ogni speranza di rimonta, mentre Tyrese Maxey (22 punti) aveva appena sprecato un potenziale pareggio con una tripla corta da metà campo, convinto di subire fallo. Per New York, che arrivava da nove sconfitte nelle precedenti undici partite prima del derby con Brooklyn, questa mini striscia di due successi vale oro: non solo frena l’avanzata dei Sixers in classifica, ma restituisce ai Knicks la sensazione di poter ancora incidere davvero nella corsa playoff a Est.