La chiave, però, per Redick è soprattutto difensiva e passa dalla scelta di andare small: un quintetto uno–cinque intercambiabile, con Doncic coinvolto direttamente nelle azioni che Dallas prova a sfruttare come mismatch. Nel post partita il coach racconta di aver contato sei possessi consecutivi in cui i Mavericks lo hanno attaccato e in cui lo sloveno ha comunque prodotto altrettante fermate difensive, fino alla giocata simbolo: la carica subita da Marshall, definita da Redick come la “quasi giocata che chiude la partita”. È il segno di una versione diversa di Luka, disposto ad accettare la sfida dietro e non solo a brillare davanti, dentro un messaggio che lo staff aveva già lanciato in giornata: “Fidati dell’aiuto, non affidarti all’aiuto”. In questo contesto, la giocata di Smart che spezza un possibile break avversario diventa “salva-momento”, il 4-point play di Hachimura seguito dalla tripla rappresenta un parziale da sette punti che pesa come un macigno, e il finale di LeBron James viene letto da Redick come l’ennesima lezione di professionalità: “È il benchmark di come un giocatore dovrebbe approcciare la propria carriera”. Per il coach, questa notte a Dallas non è solo una W nel boxscore, ma un “reference point” per il resto del viaggio e, soprattutto, per la stagione dei Lakers.
Redick, intenti e difesa: la rimonta dei Lakers a Dallas diventa un riferimento
Per JJ Redick, la rimonta dei Lakers a Dallas non è solo un’altra vittoria in trasferta, ma la prova concreta di un’idea di squadra che comincia a prendere forma. Il coach parte da un concetto semplice e ripetuto: l’intento. Anche nel terzo quarto, quando l’attacco si inceppa tra sette palle perse e tre layup sbagliati, Redick vede comunque la volontà di “giocare nel modo giusto”, pur dentro l’imperfezione inevitabile del gioco. Sono proprio quegli errori, sottolinea, ad alimentare il parziale dei Mavericks, con transizioni concesse e canestri dopo rimbalzo offensivo che sembrano spingere la gara fuori portata. Ma negli ultimi sette minuti, sotto di 15, la narrativa cambia: la coppia Luka Doncic – LeBron James diventa il motore della rimonta, mentre attorno a loro Redick si affida a un gruppo di role player che non trema. Jake, Marcus Smart e Rui Hachimura firmano “big time shots e big time plays” in attacco, trasformando ogni possesso in un mattoncino verso il sorpasso e restituendo alla squadra quella compostezza che il coach indica come fondamento della serata.