JB Bickerstaff: la vittoria sui Celtics vale la convocazione all'All Star Game
Il capo allenatore dei Detroit Pistons, JB Bickerstaff, ha ottenuto ufficialmente uno dei riconoscimenti di metà stagione più prestigiosi della NBA: guiderà una delle squadre al NBA All-Star Game 2026, premio arrivato dopo la straordinaria scalata di Detroit fino al primo posto nella Eastern Conference. La lega ha confermato la notizia sui propri canali social, chiarendo anche il nuovo formato dell’evento e il ruolo che Bickerstaff ricoprirà nella versione rinnovata della partita delle stelle. Secondo quanto comunicato dalla NBA, “l’head coach dei Detroit Pistons, J.B. Bickerstaff, parteciperà come allenatore al NBA All-Star Game 2026, in programma domenica 15 febbraio alle 17:00 ET su NBA on NBC. Bickerstaff guiderà una delle tre squadre previste dal nuovo formato U.S. vs World”.
Il riconoscimento arriva mentre i Pistons viaggiano con un impressionante 32-11, un ribaltamento totale rispetto alle difficoltà vissute dalla franchigia prima del suo arrivo. Per Bickerstaff si tratta della prima convocazione All-Star in carriera, oltre che del primo allenatore dei Pistons a ottenere l’onore dai tempi di Flip Saunders nel 2006. La candidatura si è consolidata con la vittoria interna per 104-103 contro i Boston Celtics, una delle partite simbolo della stagione: Cade Cunningham, pur in una serata complicata al tiro, ha distribuito 14 assist e firmato due stoppate, mentre Tobias Harris ha chiuso da miglior realizzatore con 25 punti.
Sul fronte Western Conference, invece, la situazione è stata più articolata: Oklahoma City occupa il primo posto, ma il coach dei Thunder, Mark Daigneault, non è eleggibile poiché aveva già guidato l’All-Star Game nel 2025. Di conseguenza, il ruolo passa alla seconda forza a Ovest, i San Antonio Spurs, con Mitch Johnson scelto come rappresentante della conference. Con l’All-Star Game in programma il 15 febbraio all’Intuit Dome di Los Angeles, il riconoscimento a Bickerstaff non premia soltanto l’eccellente stagione dei Pistons, ma sottolinea anche la costruzione di una base solida che potrebbe trasformare Detroit in una contender stabile della Eastern Conference negli anni a venire.