Lega A - Simone Pianigiani e il momento complessivo della pallacanestro

21.12.2018 08:48 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 511 volte
Lega A - Simone Pianigiani e il momento complessivo della pallacanestro

Il momento delicato stagionale è arrivato anche per la corazzata Armani guidata da un Simone Pianigiani che si concede in una intervista a tutto tondo su La Repubblica, in cui si parla anche degli altri temi di questo momento della pallacanestro italiana ed europea.

Crisi Olimpia? «Ma è normale che sia così. A parte le corazzate costruite per vincere, non esiste una squadra di Eurolega che riesca a completare una stagione senza accusare passaggi a vuoto».

La programmazione. «L’aggravante per noi è stata l’infortunio di Nedovic (rientrato da una settimana, ndr) che ci ha costretti a giocare in modo diverso. Nonostante questo, la squadra ha reagito, combattuto».

Aspettative particolari? «Dentro di noi no, tant’è che di fronte agli infortuni non ci siamo scomposti. Sappiamo che il progetto di Milano va oltre questa stagione, oltre una partita vinta o persa, si basa sulla crescita graduale».

Legabasket. «Il livello del campionato è cresciuto, lo pensiamo in tanti. Essere favoriti non ci disturba, ma chi dice che vincere sia facile sta solo cercando di sottrarsi alle sue responsabilità. Vogliamo ripeterci perché Milano non ci riesce dal 1987, e ci sarà un motivo se non succede da oltre 30 anni».

Processi mediatici. «Il problema è che tendiamo a fare processi ogni due giorni. Quello che dovremmo fare è migliorare l’atmosfera negli impianti, enfatizzare le cose buone che abbiamo. Altre leghe si propongono meglio della nostra ma non sempre è davvero così».

Insonnia. «Ma trovo il tempo per staccare ogni tanto la spina. Dentro ogni settimana di ogni stagione ci sono esperienze umane che eliminano la monotonia, si vive in un contesto che mischia ragazzi provenienti da culture e lingue diverse. Chiaro che con questo ritmo non mi vedo ad invecchiare in panchina, non è possibile pensare di fare tutto questo per altri 15 anni».

Popovich e il tiro da tre punti. «C’è una componente tecnica che rende tutto più imprevedibile e avvincente. Può capitare che costruisci un tipo di partita in cui tutto funziona e poi tre tiri da tre presi con l’uomo addosso cancellano quanto avevi fabbricato in uno spazio di secondi. Sappiamo tutti che è così, ci sono giocatori che rendono tutto possibile, sempre, nel bene e nel male».

Troppe partite. «La direzione è quella. Il prossimo anno sia in Eurolega che in Italia ci saranno 18 squadre e non ho idea di come faranno a trovare le date per giocare. Devi fare scelte di programmazione che spesso incidono sulla qualità di quello che proponi, è un fatto reale».