Maccabi, Coldebella: "Sono venuto qui per vincere l'Eurolega. In casa, siamo squadra da playoff"

Maccabi, Coldebella: "Sono venuto qui per vincere l'Eurolega. In casa, siamo squadra da playoff"
© foto di Ponticelli/Ciamillo

Sono ormai più di sei mesi che Claudio Coldebella vive in Israele come dirigente del Maccabi Tel Aviv. La squadra ha attraversato momenti di crescita e difficoltà, e lo stesso vale per il dirigente italiano, che continua ad adattarsi alla realtà del club e al continuo andirivieni da Belgrado a causa del conflitto in corso. Alla vigilia della sfida contro Milano, il GM ha rilasciato un’intervista approfondita a sport5.co.il, toccando temi centrali: la scelta strategica di puntare sugli israeliani, le differenze rispetto ad Hapoel Gerusalemme e Hapoel Tel Aviv, e il suo obiettivo dichiarato: vincere l’Eurolega.

Coldebella ha ricordato con piacere la recente conquista della Coppa: «Sollevare il trofeo con il Maccabi è stato un vero piacere. Ho vinto in quattro Paesi diversi: in Italia da giocatore, in Grecia con il mio ultimo titolo al PAOK, e in Russia in VTB con l’Unics Kazan». Poi ha aggiunto un paragone significativo: «Mi è tornato in mente ciò che disse Messina sul suo periodo al Real Madrid: quando vinci lì, provi più sollievo che gioia. È un po’ la sensazione che ho avuto anch’io, perché il Maccabi ha già una lunga storia di successi. Dopo la vittoria, il presidente Shimon Mizrahi pensava già al campionato israeliano: questo club ha un DNA di vittorie impressionante».

Lavorare al Maccabi: identità, storia e pressione. Alla domanda su cosa renda speciale lavorare al Maccabi, Coldebella ha risposto che il club «rappresenta un’intera nazione». Ovunque vada, racconta, percepisce il peso della storia del club, ma il Maccabi è qualcosa di unico: «È sempre stata la squadra del popolo, quella che rappresenta un Paese intero, e lo ha fatto vincendo tantissimo. Parliamo di uno dei tre-quattro club più storici del basket europeo». Una realtà che unisce vita quotidiana e ambizione sportiva, con standard altissimi e un pubblico esigente, abituato a vincere.

Oggi però il contesto è cambiato: non esiste più una sola grande rivale interna. «Hapoel Tel Aviv e Gerusalemme lavorano in modi diversi, ma entrambe operano in grande stile. Il Maccabi non era abituata ad avere due avversarie così forti nel proprio campionato». Da qui la scelta strategica del club: puntare sugli israeliani. «È un’idea che porto con me da sempre. Da giocatore, entrai nello spogliatoio e trovai Brunamonti: avere figure locali che ti guidano è un valore enorme. Siamo un club israeliano e abbiamo un nucleo israeliano, da Blatt e Sorkin fino all’allenatore. In Eurolega siamo quinti su venti per utilizzo di giocatori locali».

Difficoltà iniziali, vita in Israele e futuro. Coldebella ha riconosciuto che l’avvio di stagione non è stato semplice: «Pensare di poter rendere al massimo giocando in campo neutro è un’illusione. Più viaggi, meno ti alleni. Da quando siamo tornati a giocare in casa, a dicembre, abbiamo vinto molto di più. In Eurolega abbiamo 10 successi nelle ultime 15 partite, e in campionato non perdiamo dal 17 novembre contro l’Hapoel Tel Aviv». Il dirigente sottolinea quanto l’energia del pubblico sia fondamentale: «Essendo la squadra del popolo, questo cambia tutto. Abbiamo bisogno di questa energia più di altre squadre».

Riguardo alla vita in Israele, Coldebella ha parlato con grande affetto: «Sono diventato un telaviviano. È una delle città più belle del mondo, un mix tra Miami e Brooklyn: clima, persone, vita sociale. Siamo innamorati di questo posto. Tutti mi chiedono come si vive qui, e la nostra quotidianità è fatta di sicurezza e tranquillità». Ha spiegato che il club presta enorme attenzione alla sicurezza e che né lui né la sua famiglia si sono mai sentiti in pericolo. Dopo l’escalation della situazione, la squadra si è trasferita temporaneamente a Belgrado: «Le famiglie sono con noi, cerchiamo di ricostruire una routine. I serbi ci hanno accolto benissimo, forse perché anche loro hanno vissuto la guerra. Ma speriamo di tornare presto in Israele: significherebbe tornare alla normalità, prima di tutto per i cittadini».

Sul futuro sportivo, Coldebella è chiaro: «Quando il Maccabi gioca in casa è da playoff, ma ora dobbiamo ricalibrare il nostro valore perché giochiamo in campo neutro. Milano ci darà una prima risposta». Infine, sul suo futuro personale: «Ho un contratto lungo con il club e il mio obiettivo è vincere l’Eurolega. Da giocatore ci sono andato vicino, arrivando in finale, e vorrei riuscirci anche da GM. Sarebbe bello farlo anche in Italia, dove il basket sta cambiando con il progetto NBA Europe. Sarà importante trovare un equilibrio tra tutte le istituzioni del nostro sport».