Valerio Bianchini: «Milano ha profondità, ma manca un play. Spahija punti sull'attacco»

11.06.2026 14:00 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Valerio Bianchini: «Milano ha profondità, ma manca un play. Spahija punti sull'attacco»
© foto di De Lise/Ciamillo

Valerio Bianchini ha parlato al Corriere dello Sport in vista della Gara 1 tra Olimpia e Reyer: «Il duopolio tra Milano e Virtus Bologna non può essere sempre un tema centrale. Bene che ci sia Venezia con la sua freschezza, un gioco che diverte. Fossi in Neven Spahija alla squadra parlerei molto chiaro, senza mezzi termini. Ragazzi, quando si gioca la finale lo si fa con un unico obiettivo: vincere. Di chi partecipa, alla faccia di De Coubertin non si ricorda mai nessuno».

Sul ruolo delle squadre e sugli equilibri tecnici aggiunge: «La profondità del roster a disposizione di Poeta è una gran bella arma. C'è però una piccola pecca, secondo me. Manca un vero e proprio playmaker, quello che sappia dare equilibrio al gioco, scegliere nei momenti più caldi su chi indirizzare il pallone, comunicare tra campo e panchina con il coach. Dopo l'addio di Rodriguez la ricerca di un regista da parte di Milano è stata simile a quella di Diogene che girava con la lanterna e diceva: cerco l'uomo. E ancora non l'ha trovato. Resta però il valore assoluto degli uomini. Penso a Brooks, Shields, Ricci, LeDay e Bolmaro. L'argentino è un gran bel giocatore. Ha tecnica, centimetri e leadership».

Dall’altra parte, il giudizio sulla Reyer è altrettanto articolato: «Cole è molto interessante, uno che sa prendersi le responsabilità quando conta. Un altro tassello importante è Parks che mette atletica e talento al servizio dei compagni. Ma il vero leader è italiano. Parlo di Tessitori. Come capita spesso ha completato il processo di maturazione mettendoci, lui che è un vero lungo, un po' più di tempo egli esterni. Ma ora è dominante. È il nostro panda, che abbiamo protetto nelle riserva dei pivot, che ora è diventato protagonista. Ha messo su muscoli e affinato la tecnica. Dovrà, insieme a Horton, combattere contro la fisicità dei lunghi dell'Olimpia. Sarà una gran bella sfida sotto le plance».

E sul confronto tra allenatori: «Peppe è al suo secondo anno da capo allenatore ma sembra aver bruciato le tappe. Certo a livello di esperienza l'avversario ha tanta pallacanestro in panchina in più. Ma con l'Eurolega, dopo che ha sostituito Messina, Poeta ha fatto un gran bel corso intensivo. Per lui sarà importante gestire l'opulenza della sua rosa. Dall'altra parte Spahija non dovrà snaturare la sua squadra. È vero che in questa fase, quando si assegna lo scudetto, la difesa diventa un elemento importantissimo. Ma la la Reyer in questa stagione ha avuto nell'attacco la sua forza e su questo dovrà ancora puntare forte».

Iacopo  De Santis
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Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.