Silenzio e immobilità sul Basket Torino da parte della proprietà

Silenzio e immobilità sul Basket Torino da parte della proprietà

C’è un senso di immobilità che avvolge Basket Torino, una sospensione che si trascina ormai da settimane e che rende ancora più evidente la mancanza di una direzione chiara. Il club è ancora di proprietà di David Avino, fondatore e CEO di Argotec, azienda leader nel settore aeronautico con clienti come la NASA. Sono passati più di quaranta giorni dall’ultima partita e, superati anche i primi dieci di giugno, resta impossibile capire quale sarà la strada dei gialloblù. La società è in vendita, questo è noto a tutti, ma Avino non ha ancora scelto a chi cedere. Nel frattempo le altre squadre di A2 hanno già iniziato a costruire i roster e gli italiani disponibili sul mercato diminuiscono, con il rischio concreto che coach Moretti debba lavorare senza certezze economiche e con un budget ridotto.

La situazione si complica ulteriormente guardando alle scadenze: entro il 10 luglio servirà una fideiussione bancaria da 100.000 euro e un budget di cassa in grado di coprire tutte le uscite previste. Qualcosa dovrà accadere, perché il tempo stringe. Avino potrebbe restare con una quota di minoranza oppure cedere completamente, sempre che trovi un acquirente disposto a superare i 700.000 euro offerti da un gruppo che avrebbe individuato in Massimo Pianotti il proprio riferimento manageriale e che attende ancora una risposta definitiva, secondo quanto scrive l'edizione locale de La Stampa. In questo scenario si inserisce anche la posizione di Carlo Garuzzo, titolare di Flyelectric e official sponsor della società, che ha chiarito il proprio ruolo potenziale: “Io sarei disposto a dare una mano, ma non a fare la locomotiva di una struttura che necessita di un piano quinquennale e del massimo supporto da parte di istituzioni e aziende cittadine”. Un contributo possibile, ma non risolutivo, in un contesto che richiederebbe invece una visione ampia e condivisa.

Il problema, però, è che a Torino il sistema non è mai davvero esistito. Le energie restano frammentate, come dimostrano i rapporti pressoché inesistenti tra Basket Torino e realtà come GranTorino e Crocetta, protagoniste alle recenti finali nazionali Under 19. Una dispersione che pesa sia sul piano tecnico sia su quello economico, lasciando gli appassionati in una situazione di incertezza che ha portato alla convocazione di un raduno pacifico al parco Ruffini per chiedere chiarezza. Intanto circola la voce che in città ci sia chi sta valutando l’acquisto di un diritto di Serie B Nazionale, la categoria immediatamente sotto l’A2. Un’eventuale mossa che rappresenterebbe una sfida indiretta ad Avino e a Basket Torino, aggiungendo un ulteriore elemento di tensione a un quadro già complesso.

Redazione Pianetabasket.com
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