Il Barcelona vorrebbe Obradovic. Ma Zeljko tornerà ad allenare un club?

Interviste
giovedì, 04 giugno 2026 alle 13:15
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Quando si parla di e con Željko Obradović, si ha sempre la sensazione di sfogliare un’enciclopedia vivente del basket europeo. La sua figura attraversa decenni di imprese, nove Euroleghe, panchine leggendarie e una collezione di trofei che sembra uscita da un romanzo epico. Non stupisce, quindi, che il suo nome torni a circolare con forza nel mercato allenatori, proprio mentre il Barcelona si prepara a voltare pagina dopo l’addio annunciato di Xavi Pascual. Ma il diretto interessato, da Roma, ha spento ogni voce con la consueta franchezza dalle pagine di as.com: «
Cosa penso del presunto interesse del Barça? Non penso niente. Non posso dire nulla, perché è qualcosa che non ha nulla a che fare con me». Ha ribadito che «il Barça non mi ha parlato» e che non sa ancora quale sarà la sua decisione, perché «fino alla fine del mese non prenderò una decisione definitiva».
Obradović ha scelto Roma per una lezione magistrale insieme a Luca Banchi, davanti ai ragazzi dell’Under 19 Eccellenza, in un Palazzetto dello Sport gremito e affascinato dalla presenza di un allenatore capace di raggiungere il vertice d’Europa con cinque squadre diverse. È un momento di pausa nella sua carriera, un altro anno sabbatico che gli permette di osservare il panorama senza fretta. «Non ho nemmeno detto che voglio tornare ad allenare. Non ho detto nulla. Devo meditare e riflettere su tutto prima di prendere una decisione» ha spiegato, lasciando aperta ogni possibilità. Ha parlato del Barcelona come di «un grande club, una grande città», ma ha ricordato che ogni stagione ci sono «dodici o quattordici squadre che aspirano a vincere l’Eurolega» e che questo è semplicemente “normale”.
Tra un ricordo e una riflessione, Obradović ha aperto anche una finestra sul passato, tornando al legame speciale con Fuenlabrada, dove nacque una delle sue imprese più amate. «Il mio rapporto con Fuenlabrada è e sarà sempre magnifico. Ci chiamavano il Partizan di Fuenlabrada. Siamo amici eterni» ha raccontato, spiegando che quella Eurolega resta «la più speciale» tra tutte quelle vinte, perché «il basket lì è iniziato con noi».
Il mercato degli allenatori è in pieno fermento, e il suo nome continua a rimbalzare tra le opzioni del Barça insieme a quelli di Lakovic, Ataman, Spanoulis e Itoudis. Ma Obradović, come sempre, non si lascia trascinare dal rumore. Aspetta la fine dei campionati, si siederà con il suo manager – «che in realtà è un amico
» – e solo allora deciderà cosa fare. Per ora, Roma gli regala applausi e tranquillità. E il resto d’Europa aspetta, consapevole che ogni sua scelta può cambiare gli equilibri di un’intera stagione.

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Fritzcarraldo
Sintetizzo,due nuove squadre di basket capitoline fondate ex novo rilevando i titoli da realtà consolidate della nostra pallacanestro (una,Cremona,da tempo in cerca di acquirenti,l'altra,Brescia,un po' "de botto", tanto per restare a Roma)nella speranza di poter far parte di NBAEurope quando partirà( e già si sa che ci sarà solo una franchigia per ogni città,dunque una delle due resterà esclusa,più probabile sia Maxima visto che dall'altra parte ci sono Nelson e Doncic..).Entrambe acquisiscono dalle realtà romane i settori giovanili di società storiche capitoline per essere formalmente in regola per disputare il campionato di Lba e le altre competizioni annesse.Per i campi gara ovviamente in partenza si adattano all'esistente,una al Pala Tiziano,l'altra alPalaEur in attesa di un nuovo impianto (copertura Foro Italico?Nuovo Palasport?).Ad oggi,nonostante vari e variegati rumors,nessuna ha ancora un allenatore e mi sfugge anche la presenza dei DS.Entrambe hanno firmato/ereditato qualche giocatore per iniziare a formare il roster (cosa che comunque si può fare anche con una certa calma in trenta giorni).Tutte e due le squadre parteciperanno alla Eurocup di matrice ECA ,rivale di NBAEurope.La FIP,pur non essendo direttamente coinvolta nel progetto,tramite Petrucci ha però spalancato le porte alle operazioni guidate da oltreoceano nella speranza di vedere sconfitta l'acerrima nemica ECA giocando sulla possibilità di avere finestre sicure per la partecipazione degli atleti alle competizioni della Nazionale (come noto l'NBA concede sempre la possibilità ai propri atleti europei di giocare con le rispettive Nazionali..o mi sbaglio?).La Lega vede una crescita negli investimenti ed è tutta contenta di accogliere due società nella Capitale perchè è convinta di far crescere,non a torto,il giro di interessi economici e sportivi del campionato italiano( e pazienza per i tifosi di Cremona e di Brescia,siete stati ammirevoli,bravi,e tanti saluti..Ringraziamenti sinceri anche a Gherardini).Posto che anche io sono contento se Roma torna nel grande basket,tanto più nel caso riuscisse a catalizzare l'entusiasmo degli appassionati locali,mi devo però chiedere se le modalità non potevano essere diverse e,soprattutto,se questo progetto calato dall'alto in tutta fretta non vada incontro a delle criticità che potrebbero minarne la buona riuscita:le incognite non sono poche e paiono aumentare anzichè diminuire col passare dei giorni:probabilmente i finanziatori americani sono abituati a muoversi su terreni molto più solidi negli USA,non basta far piovere denari in Italia per realizzare le cose ,devono esserci competenze,organizzazione,conoscenza della realtà locale soprattutto in materia di realizzazioni edilizie di un certo impatto,etc..Manca un orizzonte definito e con i contorni certi,tutto onestamente resta molto fumoso, e non è detto che dove ci sia del fumo esista anche l'arrosto.Nel sentimento comune,che è anche il mio,non si vede come NBAEurope,con squadre tutte da inventare a Londra,Parigi,Berlino,Manchester,Milano/Varese,palazzi dello sport quasi tutti da costruire e tifosi (ma di chi?)da coinvolgere possa davvero iniziare tra poco più di un anno.Anche fosse,sarà uno spettacolo così attrattivo rispetto al presente di Euroleague?Difficile che vi si possa ritrovare la qualità agonistica alla quale siamo abituati,probabilmente invece i costi per gli appassionati aumenteranno considerevolmente (non vi è altro modo per rientrare dagli ingenti investimenti iniziali richiesti da Nba Europe).Tutto questo onestamente mi lascia tanti dubbi sul futuro del basket nazionale ed europeo,i contraccolpi di un fallimento di un simile progetto potrebbero essere pesanti da sostenere per tutto il movimento:la pallacanestro ha bisogno di fondamenta solide e di certezze al pari degli investimenti,l'opacità di questa fase iniziale nulla pregiudica del futuro ma certo non concorre a rendere più remota l'idea che oltreoceano vedano il basket europeo come un osso da spolpare finchè ce n'è secondo le proprie regole,lasciando poi i delusi superstiti a vagare sopra lande di terra bruciata..
lug 19, 12:12
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Gil10Sba5
Win first mentality, bravo Dylan
lug 18, 20:02
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