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Il Barcelona vorrebbe Obradovic. Ma Zeljko tornerà ad allenare un club?

Il Barcelona vorrebbe Obradovic. Ma Zeljko tornerà ad allenare un club?
© foto di Ceretti/Ciamillo

Quando si parla di e con Željko Obradović, si ha sempre la sensazione di sfogliare un’enciclopedia vivente del basket europeo. La sua figura attraversa decenni di imprese, nove Euroleghe, panchine leggendarie e una collezione di trofei che sembra uscita da un romanzo epico. Non stupisce, quindi, che il suo nome torni a circolare con forza nel mercato allenatori, proprio mentre il Barcelona si prepara a voltare pagina dopo l’addio annunciato di Xavi Pascual. Ma il diretto interessato, da Roma, ha spento ogni voce con la consueta franchezza dalle pagine di as.com: «Cosa penso del presunto interesse del Barça? Non penso niente. Non posso dire nulla, perché è qualcosa che non ha nulla a che fare con me». Ha ribadito che «il Barça non mi ha parlato» e che non sa ancora quale sarà la sua decisione, perché «fino alla fine del mese non prenderò una decisione definitiva».

Obradović ha scelto Roma per una lezione magistrale insieme a Luca Banchi, davanti ai ragazzi dell’Under 19 Eccellenza, in un Palazzetto dello Sport gremito e affascinato dalla presenza di un allenatore capace di raggiungere il vertice d’Europa con cinque squadre diverse. È un momento di pausa nella sua carriera, un altro anno sabbatico che gli permette di osservare il panorama senza fretta. «Non ho nemmeno detto che voglio tornare ad allenare. Non ho detto nulla. Devo meditare e riflettere su tutto prima di prendere una decisione» ha spiegato, lasciando aperta ogni possibilità. Ha parlato del Barcelona come di «un grande club, una grande città», ma ha ricordato che ogni stagione ci sono «dodici o quattordici squadre che aspirano a vincere l’Eurolega» e che questo è semplicemente “normale”.

Tra un ricordo e una riflessione, Obradović ha aperto anche una finestra sul passato, tornando al legame speciale con Fuenlabrada, dove nacque una delle sue imprese più amate. «Il mio rapporto con Fuenlabrada è e sarà sempre magnifico. Ci chiamavano il Partizan di Fuenlabrada. Siamo amici eterni» ha raccontato, spiegando che quella Eurolega resta «la più speciale» tra tutte quelle vinte, perché «il basket lì è iniziato con noi».

Il mercato degli allenatori è in pieno fermento, e il suo nome continua a rimbalzare tra le opzioni del Barça insieme a quelli di Lakovic, Ataman, Spanoulis e Itoudis. Ma Obradović, come sempre, non si lascia trascinare dal rumore. Aspetta la fine dei campionati, si siederà con il suo manager – «che in realtà è un amico» – e solo allora deciderà cosa fare. Per ora, Roma gli regala applausi e tranquillità. E il resto d’Europa aspetta, consapevole che ogni sua scelta può cambiare gli equilibri di un’intera stagione.

Redazione Pianetabasket.com
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