LBA - L'ingombrante inutilità mentale dei roster profondissimi

24.01.2023 00:18 di Umberto De Santis Twitter:    vedi letture
LBA - L'ingombrante inutilità mentale dei roster profondissimi
© foto di SAVINO PAOLELLA

Una somma di ottimi giocatori non fa una squadra vincente. Una regola che vale nello sport come nella vita. Ci vogliono chimica, alchimia, e quel quid impalpabile di cose - tra cui tanta fortuna - che assemblano, trasformandole, tante realtà individuali in un blocco monolitico sempre presente. Tuttavia sembra che almeno nel basket oltre alla somma degli ottimi giocatori ci voglia anche un roster profondissimo proprio per non abusare della fortuna.

Ma se poi vai in campo e giocano sempre i soliti sette (e a Reggio Emilia aggiungiamoci pure Datome e Hines, di cui abbiamo scritto più volte che l'età e gli acciacchi non consentono loro una autonomia superiore ai 10' per il livello di basket in cui sono chiamati a giocare) della parola stanchezza puoi solo abusare. 

Non possiamo fare una colpa a Jasikevicius se fa esordire un ragazzo italiano di sedici anni in Liga Endesa, mentre al PalaBigi troviamo un referto in cui si legge Alviti 0 minuti, Biligha 0 minuti. O se Stefano Tonut viene chiamato a portar palla e poi ci si lamenta della stanchezza. Piuttosto questa alberga nella testa dell'allenatore insieme all'incertezza, se è così sicuro che con i due in campo la sconfitta sarebbe stata ancora più grande. E nella testa dei giocatori alberga la tristezza.

Da un'altra parte d'Italia, a Brindisi, chi il turnover lo fa si lascia rimontare 24 punti di deficit per uscire sconfitto da una tripla millimetrica, per la vicinanza del piede alla linea del tiro da tre punti. Scariolo mette a sedere in ogni gara di Euroleague stipendi corrispondenti al budget di una piccola di serie A o di una grande di A2, se preferite.

Giustamente non si lamenta per aver lasciato a riposo Teodosic, Cordinier e Shengelia. In sala stampa parla di "egoismo in campo" e "palla ferma" e minaccia di lavare i panni sporchi in famiglia usufruendo "di molte immagini della partita che andranno riviste". Milano e Bologna offrono lo spaccato di due situazioni diverse partendo dallo stesso punto, i roster profondi, per arrivare allo stesso punto, la quarta sconfitta in campionato.