LBA - Preparazione fisica delle squadre, password: cautela. Parola di un esperto

Fabrizio Santolamazza è il Preparatore Fisico della Virtus ed ha raccontato a Pianetabasket le linee guida di questa preparazione fisica così diversa dalle altre per la prossima stagione
10.08.2020 16:35 di Eduardo Lubrano Twitter:    Vedi letture
LBA - Preparazione fisica delle squadre, password: cautela. Parola di un esperto

Fabrizio Santolamazza, professione Preparatore Fisico, è uno che la pallacanestro la conosce da vicino: ha giocato per anni con la Petriana a Roma ed ha visto il fratello, Riccardo, spiegare gioco e distribuire palloni da poesia in giro per l’Italia fino a prima del lockdown (ora ha smesso assumendo un incarico dirigenziale e tecnico presso una prestigiosa Università italiana).  Fabrizio da due anni, e va per il terzo, è il Preparatore della Virtus Roma. Con lui abbiamo sondato quelle che saranno le novità della preparazione di una stagione che si appresta a partire – con la cieca testardaggine di Federazione e Lega – troppo presto visto ciò da cui veniamo.

Ho avuto molti confronti con tanti colleghi in questi mesi – dice Santolamazza a Pianetabasket – e tutti siamo concordi sul fatto che sarà una sfida o meglio un’esperienza diversa dal solito anche per tutti noi. Ci sarà molto di nuovo nel modo di affrontare la preparazione e di lavorare anche durante l’anno. Difficile e la parola d’ordine è cautela, cautela, cautela”.

Cos’altro è emerso da questi confronti, come inizierete il lavoro nello specifico?

Ovviamente molto dipende dalle diverse società e dalle condizioni e tempi nei quali i giocatori si presenteranno al primo allenamento. L’idea di base degli altri anni era quella di iniziare con un lavoro generale uguale per tutti e contemporaneamente preparare le schede individuali di ogni atleta per aiutarlo ad entrare nella forma “campionato”. Quest’anno faremo il contrario: si cercherà di fare una programmazione individuale il prima possibile dopo aver valutato la condizione di ognuno. E le prime due settimane saranno dedicate ad un lavoro isometrico per i tendini, per proteggerli il più possibile dal rischio infortuni. Poi si passerà a lavorare sui muscoli”.

E’ un azzardo dire che anche voi, lei, cercherete dei compromessi?

E’ tutt’altro che azzardato, sarà la nostra linea guida visto il poco tempo che abbiamo a disposizione. I giocatori in questi mesi hanno tutti – chi più chi meno  - lavorato a casa, o in palestra ma individualmente. Un lavoro utile per il mantenimento della forma e della scioltezza oltre che dell’abitudine al lavoro quotidiano. Ma ora serve l’allenamento specifico in palestra, tanto quello fisico quanto quello tecnico-tattico che sono quelli che permettono di arrivare pronti alle partite. All’inizio faremo semplici lavori aerobici, poi cercheremo di recuperare la forza che nel lavoro a casa sarà andata inevitabilmente persa”.

Alla fine del campionato di calcio – ripartito a fine giugno con un mese circa di preparazione - il numero di infortuni muscolari, lesioni tendinee, distrazioni, stiramenti, risentimenti è stato altissimo. La pallacanestro corre lo stesso rischio?

Ho parlato prima e dopo con diversi Preparatori del calcio che si aspettavano esattamente quello che è successo. Per questo noi procederemo con la nostra password: cautela. Tutti abbiamo voglia di ricominciare e vedere le partite ma non per questo dobbiamo avere fretta. Difficilmente per la Supercoppa le squadre saranno al 100% e sarà difficile evitare un certo tipo di infortuni. Il mio, il nostro lavoro di Preparatori sarà quello di cercare di attenuarli”.

Anche perché una volta alzata la palla a due come si fa a dire ai giocatori “State attenti ai contatti non fatevi male!”

No, non si può. Guai. La competizione degli sport di contatto si basa anche su quello. Ecco perché non bisogna avere fretta di essere pronti subito ma programmare il lavoro con molta più attenzione. Certo sarebbe bello avere 15 giorni per fare il lavoro tecnico-tattico senza contatti, vedremo. L’essenza del lavoro del Preparatore è quella di cercare di aiutare un giocatore, guadagnarsi la sua fiducia per lavorare insieme alla cura del suo corpo – che è quello con il quale loro lavorano, lo strumento professionale – e metterlo nelle migliori condizioni di allenarsi e giocare”.