Serie B - Coach Davide Olive racconta la sua Taranto imbattuta in Serie B

25.02.2021 17:10 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Serie B - Coach Davide Olive racconta la sua Taranto imbattuta in Serie B
© foto di Aurelio Castellaneta

Davide Olive, classe '74, è il tecnico del CJ Basket Taranto, unica squadra imbattuta nei campionati nazionali: 12 successi su 12 nel girone D2 della Serie B e qualificazione già ottenuta alla Final Eight di Coppa Italia.

- Coach Davide Olive, da dove nasce la sua passione per il basket? Quali sono state le esperienze fondanti della sua traiettoria da allenatore?
- Ho iniziato ad allenare a 18 anni partendo da Mesagne, mia città natale. Dopo gli inizi alla Virtus Mesagne, sono passato ad un’altra Società cittadina, la Fortitudo, lavorando principalmente nel settore giovanile. Nel 2000 sono arrivato al Basket Francavilla Fontana, Società dove ho allenato per 18 anni, partendo dalla Serie C2, ottenendo due promozioni e arrivando alla B2: siamo giunti in due occasioni a gara 3 delle semifinali playoff, perdendo con Trapani e Capo d’Orlando. Poi un’altra esperienza a Nardò, con promozione in Serie B contro Costa d’Orlando, e infine la chiamata di Taranto, dopo pochi mesi senza panchina: sono arrivato qui a febbraio 2019 in Serie C, e quest’estate è arrivata l’occasione della Serie B.

- Una carriera che si è sviluppata interamente in Puglia, con tanta esperienza nei campionati di Serie B e C, ed a livello giovanile.
- Negli anni ho avuto la possibilità di fare da assistente in realtà maggiori anche fuori Regione, ma ho preferito rimanere qui e contribuire allo sviluppo del basket in questo territorio. Anni fa ho fondato anche una mia Società qui, la Fortitudo Basket Francavilla, molto attiva a livello giovanile e nel minibasket. Ho sempre fatto esperienze di lunga durata, legandomi fortemente alle diverse realtà locali, e in circa 30 anni di panchina sono rimasto senza squadra per soli tre mesi complessivi.

- Alla luce delle sue esperienze, qual è la sua idea di basket per affrontare al meglio un campionato come quello di Serie B?
- Penso che in questi campionati sia importante partire da un solido asse play-pivot, ed è quello che abbiamo cercato di costruire in estate acquisendo giocatori importanti come Stanic e Matrone. Negli anni è andata ad aumentare l’importanza dell’atletismo, di giocatori capaci di creare vantaggi e di interpretare più ruoli, e anche qui abbiamo costruito la squadra di questa stagione cercando queste caratteristiche, con giocatori come Morici e Duranti.

- Dal suo approdo a Taranto c’era già l’idea di affrontare un campionato di Serie B?
- Sì, già la scorsa stagione, prima della sospensione per la pandemia, stavamo disputando un campionato di vertice in Serie C, con un secondo posto a due punti dalla vetta, e c’era l’idea di programmare un salto. Vi era l’intenzione di potersela giocare in Serie B e vi è stata l’opportunità di disputare questo campionato. In passato la Società aveva già militato in B, ma senza programmi di vertice. Si sono andate a sommare alcune situazioni positive, come il sostegno del Comune e di diversi sponsor. Taranto è città che sta investendo nello sport, nel 2026 qui si disputeranno i Giochi del Mediterraneo; questa è una Società solida, in un paio di anni c’è anche l’idea di provare a fare un passo ulteriore in avanti. Certo, non ci aspettavamo quest’anno di avere subito questo percorso.

- Ci sono state modifiche nella vostra preparazione legate alla particolare situazione attuale?
- La preparazione pre-campionato è stata molto particolare, perché abbiamo fatto due mesi e mezzo di allenamenti, invece delle 5-6 settimane abituali, dovendo riattivare giocatori che erano fermi a livello collettivo dalla primavera passata. Abbiamo dovuto diluire il lavoro, avendo anche poche amichevoli a disposizione per costruire il gruppo, in questo la Supercoppa ci è stata di grande aiuto. Una volta iniziato il campionato siamo tornati a ritmi di lavoro più consueti, anche se ovviamente ognuno di noi deve adottare maggiori precauzioni rispetto al passato per contrastare il virus. A livello mentale è necessario tenere in ogni momento la carica giusta, una concentrazione alta, anche considerando che la domenica poi si gioca senza pubblico e vengono meno certi aspetti.

- Cosa si aspetta dal prosieguo della stagione? Vi sono degli aspetti in cui potete ancora migliorare?
- I miglioramenti ci possono sempre essere, con il lavoro quotidiano e settimanale. Ultimamente, nonostante le vittorie, abbiamo avuto un leggero calo. Stiamo lavorando per evitare di dilapidare vantaggi consistenti in breve tempo, e per migliorare i nostri meccanismi difensivi e offensivi, adattandoci di volta in volta agli avversari. Nel prossimo periodo dovremo affrontare la seconda fase, affrontando le principali squadre dell’altro sottogirone in trasferta, e poi ci sarà la Coppa Italia, vetrina importante soprattutto per la Società, dove speriamo di arrivare al meglio e senza infortuni.

- Come vede il suo futuro?
- Sono legato per altri due anni al Cus Jonico Taranto, mi piacerebbe contribuire alla crescita della Società anche fuori dal campo, sfruttando le mie esperienze. Sono molto legato al territorio e spero di continuare a far crescere il basket qui in Puglia: qui ho costruito tutta la mia carriera e sviluppato diverse realtà, che negli anni sono cresciute fino ad avere vita propria, e necessitano meno del mio contributo. Poi mai dire mai nella vita, nel caso di possibili esperienze altrove: ma ora sono concentrato su Taranto, sto bene qui e spero di continuare a lungo.