L’Urania Milano e l’arte di saper vincere comunque (come con Biella)

21.02.2021 12:30 di Paolo Corio Twitter:    Vedi letture
L’Urania Milano e l’arte di saper vincere comunque (come con Biella)
© foto di Savino Paolella

Tranquilli, il tecnologico tabellone dell’Allianz Cloud funziona ancora bene, non è che si blocca da solo quando lampeggia quel punteggio. 78-72, 79-72, 78-72: questa la metodica progressione con cui l’Urania Milano, dopo l’81-77 su Monferrato, ha superato Bergamo, Mantova e Biella, calando sul tavolo della classifica un poker di 4 successi interni consecutivi nel giro di due settimane. Coincidenze numeriche a parte (anche se fa capolino la tentazione di giocarsi un terno al lotto), c’è un fattore che accomuna gli ultimi tre successi dei Wildcats: la capacità di rimanere nel match anche quando le cose non girano per il verso giusto e di riuscire a dare il meglio nel finale per portarla comunque a casa. Non che si possa sempre e solo far conto su questo, ma l’aver sviluppato un’attitudine a vincere anche quando si gioca male o comunque non benissimo tornerà di sicuro utile anche più avanti, considerata anche la particolare formula di questo torneo che porterà a tante sfide sul filo di un combattuto equilibrio.

Certo che quanto visto contro Biella va corretto al più presto: una ripetuta distrazione anche nei passaggi d’apertura a generare una vagonata di palle perse (16, esattamente come gli assist messi a referto), una curiosa tendenza a far entrare efficacemente il pallone nel colorato, per poi però rigirarlo fuori per contrastati tiri da oltre l’arco, e infine una concitazione offensiva che ha portato soprattutto nella prima parte a sbagliare facili canestri da sotto. Tutto perfettamente fotografato dalle statistiche di squadra dell'Urania (26% da tre, 46% da due, oltre a un 17/27 ai liberi che poteva costare caro e certifica qualche problema di concentrazione), ma anche riflesso nei tabellini dei suoi giocatori più determinanti: 5/11 da due e 1/4 da oltre l’arco per Nick Raivio, alla sua seconda doppia doppia di fila (20 punti e 12 rimbalzi dopo il 26+10 contro Mantova); 5/11 da sotto per Wayne Langston, con errori clamorosi nella parte iniziale a macchiare una prova da 13 punti e 15 rimbalzi. Decisamente maggiore il coefficiente di efficacia di Matteo Montano, unico a sua volta in doppia cifra insieme con i due americani: 16 punti, con 3/5 da due e 2/5 nelle triple, oltre ai due liberi negli ultimi secondi per il 77-72 della sicurezza.

Con la pressione arteriosa messa subito a dura prova da quello che vedeva sul parquet (ovvero tutto l’opposto del dichiarato piano partita), coach Davide Villa è stato comunque bravo a gestire i time-out per raddrizzare ogni volta la barra e ottenere il più possibile dai suoi a dispetto di una serata chiaramente e decisamente “no”. Una determinazione che alla fine ha dato i suoi frutti e che ora deve trovare immediata continuità in questo febbraio da ritmi Nba: mercoledì 24 febbraio c’è di nuovo Bergamo e domenica 28 il big match sul parquet della capolista Tortona, che non sarebbe peraltro male tenere a 72 punti. (Paolo Corio)