Thunder irriconoscibili umiliati dagli Hornets a Oklahoma City

Thunder irriconoscibili umiliati dagli Hornets a Oklahoma City
© foto di nba.com

Che il back-to-back dopo la beffa all’ultimo secondo a Phoenix potesse lasciare tossine nel serbatoio del Thunder era preventivabile, ma nessuno si aspettava una sberla del genere, e per di più davanti al proprio pubblico, contro gli Hornets. Charlotte parte come se fosse lei la squadra campione NBA: il duo Brandon Miller–Kon Knueppel firma un 12-0 che apre la serata e in un attimo il tabellone segna 21-9, con Oklahoma City spaesata, lenta sulle rotazioni e in enorme ritardo nel proteggere il perimetro. L’ingresso di Ajay Mitchell sembra all’inizio poter cambiare la narrazione: il belga si prende responsabilità, ne mette 10 già nel primo quarto e con un canestro sulla sirena ricuce fino al 33-33, dando l’illusione di aver rimesso il campione NBA sui binari abituali. In realtà, è solo un’illusione: la difesa di OKC continua a lasciare metri e libertà a Knueppel, i falli banali si sommano ai viaggi in lunetta sprecati e anche Shai Gilgeous-Alexander, già impreciso la notte prima, si inceppa con un pesante 3/12 al tiro all’intervallo, fotografia fedelissima di un Thunder che non è mai davvero in partita mentre gli Hornets piazzano un altro allungo, 21-5, con Miller che si accende (9 punti di fila) e Moussa Diabate che si prende l’area pitturata, fino a spedire le squadre negli spogliatoi sul 67-50 per Charlotte.

Se qualcuno si aspettava la reazione d’orgoglio dopo la pausa, il terzo quarto porta la risposta più crudele possibile: la scena se la prende LaMelo Ball, che mette il marchio sulla serata con un canestro destinato ai reels, un tiro da tre punti quasi disperato nel tentativo di salvare un pallone ormai diretto in tribuna. È un colpo in equilibrio precario, su una gamba sola, allo scadere dei 24 secondi, che finisce dritto nel fondo della retina e spinge il vantaggio a 19 lunghezze (74-55), come se la partita avesse bisogno di un momento simbolico per sancire il crollo di OKC. Sull’onda di quella magia, Charlotte affonda ancora di più il colpo: guidati dal loro All-Star in regia, gli Hornets firmano un 11-3 che li porta definitivamente in fuga, mentre Miller continua il suo show personale e colpisce anche sulla sirena del terzo periodo da tre punti, fissando un +28 (99-71) che sa di clamorosa sentenza. A quel punto Mark Daigneault alza bandiera bianca, consapevole che è una serata storta in ogni aspetto: niente pressing supplementare sulle sue stelle, rotazioni allargate e spazio ai comprimari, mentre Charlotte controlla il margine fino alla sirena finale e chiude sul 124-97, infliggendo al Thunder la sconfitta più pesante della sua stagione, tanto inattesa quanto fragorosa per modalità e divario.