Nembhard da record assist, Dallas chiude con un successo su Chicago

Nembhard da record assist, Dallas chiude con un successo su Chicago
© foto di nba.com

Dallas chiude una stagione senza post-season con una serata dal punteggio altissimo, battendo Chicago 149-128 in una partita che per intensità e rotazioni ricorda più una Summer League che un finale di regular season, ma che consegna comunque un pezzo di storia alla franchigia texana grazie a Ryan NembhardIl rookie dei Mavericks firma 23 assist, supera il primato matricola di Jason Kidd (17 nel 1994-95) e stabilisce anche il nuovo record di franchigia per assist in una gara nei tempi regolamentari, fermandosi a due soli passaggi dal massimo assoluto di 25 che lo stesso Kidd aveva fissato in una sfida finita dopo due overtime nel 1996, aggiungendo anche 15 punti a una prova di regia totale.
L’altra faccia della serata è quella di Cooper Flagg, che chiude la sua stagione d’esordio con una distorsione alla caviglia sinistra dopo 10 punti in 10 minuti nel secondo quarto, ma lascia comunque dietro di sé numeri da candidato Rookie of the Year con 21.0 punti, 5.4 rimbalzi e 4.5 assist di media in 70 partite, fotografia di un impatto immediato sul livello NBA.
In un contesto di difese alleggerite, John Poulakidas guida i Mavericks con 28 punti, mentre Moussa Cisse chiude con 17 punti e 20 rimbalzi eguagliando il record rookie di Roy Tarpley del 1986-87, e Tyler Smith e AJ Johnson aggiungono 20 punti a testa in una rotazione in cui entrambe le squadre portano otto giocatori in doppia cifra, compresi tutti i nove elementi usciti dalla panchina di Dallas.

Per Chicago la serata conferma l’aria di transizione che si respira attorno alla franchigia, con Rob Dillingham che prova a tenere alto il livello competitivo con 25 punti in una gara che arriva al termine di una stagione chiusa sul 31-51, già sicura del nono peggior record in vista della lottery e con un’estate alle porte segnata dalla ricerca di un nuovo responsabile delle operazioni cestistiche e da una decisione sul futuro di coach Billy Donovan, che il CEO Michael Reinsdorf ha comunque detto di voler confermare.
Dallas chiude 26-56, dopo aver iniziato la giornata appaiata a Memphis per il sesto peggior record e averla terminata alla pari con New Orleans per il settimo, posizione che nei confronti diretti premia i Pelicans grazie al vantaggio nella serie stagionale, dettaglio che potrebbe pesare solo in chiave di ordine di scelta al Draft.

Il punteggio largo nasce da un avvio travolgente dei Mavericks, che mettono 45 punti nel primo quarto, massimo stagionale in un singolo periodo, e arrivano all’intervallo sull’80-56 dopo il miglior primo tempo offensivo dell’anno, costruendo un margine che Chicago non riuscirà più a intaccare davvero nonostante la produzione dei propri esterni.
In una serata dal sapore di commiato, trova spazio anche la storia personale di Dwight Powell, alla dodicesima partenza di quella che potrebbe essere l’ultima stagione dopo oltre undici anni con la maglia dei Mavs, chiusa con 7 punti e 12 rimbalzi per il lungo canadese arrivato a Dallas da rookie nella trade che portò Rajon Rondo in Texas nel 2014-15, simbolo di una continuità rara in una franchigia che ora guarda a una nuova fase di ricostruzione.

Redazione Pianetabasket.com
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